Alla scoperta del Gran Paradiso in moto

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Valle d’Aosta (AO) – KM 127 – Pollein – Valsavarenche – Pont – Lillaz – Cogne – Pollein 

Dalla Valsavarenche e i suoi stambecchi fino alle Cascate di Lillaz e a Cogne, luogo che conserva tenacemente le tradizioni valdostane, il tutto ai piedi del meraviglioso complesso del Gran Paradiso.

Il Parco Nazionale del Gran Paradiso è il parco naturale italiano più antico, istituito il 3 dicembre del 1922 si estende tra Valle d’Aosta e Piemonte. In questo viaggio abbiamo avuto il privilegio di godere della tranquillità e della natura del lato valdostano, e questa tranquillità si inizia a percepire immediatamente, non appena si abbandona la SS26 che da Pollein ci conduce sino a Introd, paesino dal quale si snoda la SR23 che ci fa inoltrare nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, e amato dai Papi. Da subito rimaniamo affascinati non solo dal percorso, che si snoda attraverso il bosco in un susseguirsi di tornanti e curve molto divertenti, che comunque affrontiamo a velocità decisamente contenuta per goderci la meraviglia che ci circonda. Riusciamo anche a scorgere uno stambecco che bruca l’erba, un paio di scoiattoli che saltano da un albero all’altro come se ci fosse una strada…

Ma proprio gli stambecchi meritano una parentesi… sono l’animale simbolo del parco, e già dal 21 settembre 1821 ne è vietata la caccia, grazie a una Regia Patente emanata dal Re di Sardegna Carlo Felice che così recitava: “Rimane fin d’ora proibita in qualsivoglia parte de’ regni domini la caccia degli stambecchi”. Grazie a questo decreto lo stambecco venne salvato dall’estinzione, nonostante gli intenti di base non fossero sicuramente ambientalisti. Questa legge rendeva particolarmente privilegiato il permesso di caccia in questi luoghi, permesso che il re rendeva solo a sé stesso…

Procedendo nel tappeto di asfalto srotolato nella valle si passa attraverso un paio di paesini che paiono dipinti, come Maisonasse, graziosa frazione del comune di Valsavarenche, e da qui si snodano molteplici percorsi da fare a piedi all’interno del Parco.

Noi proseguiamo fino alla fine della strada, arrivando in località Pont, e da qui la vista è mozzafiato sul ghiacciaio, sembra quasi di essere in un altro pianeta (e io francamente sembro anche un po’ un alieno col casco in testa .

Il 3 dicembre 1922 re Vittorio Emanuele III, nei primi giorni del governo Mussolini, firmava il decreto legge che istituiva il Parco Nazionale del Gran Paradiso. La finalità del Parco, definita dall’art. 1, era di conservare la fauna e la flora e di preservare le speciali formazioni geologiche, nonché la bellezza del paesaggio.

Purtroppo, nel periodo di guerra, con la scarsità di cibo imperante, gli stambecchi furono oggetto di bracconaggio selvaggio da parte dei militari ma anche degli abitanti affamati. Terminata la guerra erano solo 400 esemplari… eravamo vicinissimi all’estinzione. Il 5 agosto 1947, con decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola, venne istituito l’Ente Parco Nazionale Gran Paradiso, e nel 1948 verrà costituita Castello di Sarre la prima associazione ambientalista italiana, la Federazione Nazionale Pro Natura.

Dopo pranzo ci fermiamo a riposare e goderci la natura sulle rive del Torrente Savara. Pausa che consiglio a tutti, perché è veramente di riconciliazione con la natura, e nel frattempo potreste anche scorgere qualche animaletto, come scoiattoli o marmotte.

Dopo la breve pausa è ora di rivedere la Valle d’Aosta attraverso le visiere dei caschi e ci dirigiamo verso l’altro lato del Parco del Gran Paradiso… Cogne (AO). La SR 47 che porta in paese è molto bella, con curve dolci, ma la carreggiata non è particolarmente larga, nonostante regali una grande fluidità di percorrenza. Bisogna prestare attenzione in un paio di punti dove le curve sono particolarmente secche e senza visibilità.

Con la moto potete arrivare fino in centro al paese, altrimenti potete lasciare macchina (e moto se volete) nel parcheggio dedicato e salire poi con l’ascensore gratuito messo a disposizione. Molto comodo devo dire. Cogne sorge al cospetto del Massiccio del Gran Paradiso, e all’interno dell’area del Parco, quindi dalla piazzetta centrale possiamo goderci un aperitivo con vista…

Cogne è un paesino di poco più di 1000 abitanti che conserva però integre e ben radicate le proprie tradizioni che passano anche attraverso i pizzi a fuselli artigianali lavorati dalle donne al tombolo e detti les dentelles de Cogne. Questa attività artigianale è qui praticata fin dal XVI secolo e oggi viene portata avanti dalla cooperativa “Les Dentellieres de Cogne”. Qui viene conservata anche una leggenda particolare collegata alla sua chiesa…

La chiesa parrocchiale dedicata a Sant’Orso non è di particolare magnificenza a vedersi, ma nasconde una leggenda nelle sue fondamenta, che attribuisce alla volontà divina la scelta del luogo per la sua edificazione. Par infatti che prima della sua costruzione gli abitanti, per assistere alla messa domenicale, dovevano percorrere un lungo cammino per arrivare alla cappella del Crêt. In inverno il sentiero era poi particolarmente pericoloso e disagevole a causa del ghiaccio, così gli abitanti, stanchi della situazione, decisero di costruire una Chiesa a Cogne. Inizialmente avevano individuato come luogo ideale Lisardey, frazione sulla riva destra del torrente. Ma accadde qualcosa di singolare… quando sul posto vennero portate delle reliquie: queste scomparvero e furono ritrovate sulla riva opposta del torrente. Nonostante molti tentativi di riportarle al luogo prefissato esse tornavano sempre al di là del fiume. Gli abitanti di Cogne compresero di aver assistito ad una manifestazione della volontà divina, e decisero di far sorgere la Chiesa nel luogo scelto dal Signore.

Lasciamo Cogne, le sue tradizioni e le sue leggende per percorrere ancora pochi chilometri in direzione del borgo di Liliaz (AO). Si sviluppa per la gran parte a lato del Torrente Urtier.

Il motivo della visita sono però le famose cascate, che si raggiungono seguendo un breve percorso tra i larici. Quando si arriva alle prime balze di cascata, si può proseguire nel sentiero che si inerpica sul lato della montagna, andando a godere della vista dall’alto e degli altri spettacolari salti.

Quando si arriva a questo punto bisogna salire per un percorso un poco impegnativo per giungere fino alla cima… ma evidentemente ne vale la pena.

Con le cascate il percorso si chiude, rimane solo il rientro all’albergo, e se siete a Pollein come vi ho suggerito, scegliete la SR19, che attraversa la parte alta attraverso i vigneti, e regala una meravigliosa vista sui castelli della valle.

 

Info strade

Generalmente in buone condizioni, ma bisogna fare attenzione sulla SR23 perché spesso sporca a causa del frequente passaggio di trattori e bestiame. La SR che va a Cogne non è molto larga, nonostante ciò è fluida, fatti salvi un paio di punti con curve particolarmente secche.

Rifornimento carburante: È preferibile fare rifornimento a valle, il primo benzinaio che si incontra dopo l’inizio della salita da Introd è a Degioz, dopo diversi km, e il prezzo al litro è maggiorato di € 0,10/0,20- Sulla strada per Lillaz si trova un distributore ad Aymavilles e poi a Cogne.

Dove dormire

B&B Lo Teisson – località Capoluogo –  Pollein (AO): 10/10 – Di recente ristrutturazione e a conduzione familiare, è un luogo ideale dove trascorrere giorni di vacanza veramente coccolati. Pulizia eccellente, letto comodissimo, camere spaziose e ottima insonorizzazione delle finestre, indispensabile per le camere che danno sulla strada. Le camere hanno balcone dotato di stendino e posacenere per i fumatori. Il tocco di classe? Bollitore in camera con bustine di tisana per il relax serale. Arredamento in stile classico, elegante e accogliente, ma la vera chicca è la colazione: indimenticabile! Ogni mattina dolcetti diversi, frutta fresca spesso degli alberi da frutto dell’orto, sempre mini croissant perfettamente fragranti e il salato per chi lo desidera.

 

Dove mangiare

Osteria dell’Oca – Via E. Aubert, 15 (Piazzetta Cavallo Bianco) – Aosta – tel. 0165.231419: ambiente molto particolare e raffinato, decisamente romantico. Prenotando c’è possibilità di cenare all’esterno (e dato il caldo della parte interna, è consigliato per l’estate). Menù molto variegato, ma sicuramente ideali i piatti tipici come la fonduta valdostana. Eccellenti le pizze, dai gusti insoliti e molto gourmand, come quella mortadella, brie, olio al tartufo e mozzarella, oppure mozzarella, zucchine grigliate e basilico, ma anche la deliziosa con cipolle rosse, aceto balsamico e gorgonzola.

Bar Trattoria Genzianella – Località Capoluogo, 8/B – Pollein (AO) – tel. 0165.53586: ambiente familiare con ottima cucina casalinga. Fanno anche pesce… ma francamente non mi sembra il caso dato che è prevalentemente da surgelato. Eccellente la tagliata e i primi. Peccato per i dessert che sono tutti industriali, anche se di buona qualità-

Ristorante Gran Paradiso Pont Valsavarenche – 0165.95454 – è anche hotel e self service. Si può gustare cucina tipica, come la carbonata ma anche mangiare un panino veloce. Molto buona la salsiccia speziata con polenta e i piatti a base di pasta fresca e ragù fatto in casa (il proprietario è originario dell’Emilia). Chiuso dal 30/09 al 31/11.

Alimentari Gerard Ivana Via Bourgeois, 51 – Cogne (AO) – luogo ideale per acquistare il lardo di Arnad e un’ottima focaccia, ma anche altri prodotti tipici.

La Maison – via Bourgeois,  Cogne (AO) – tel. 0165.74075: qui trovate veramente qualsiasi sfiziosità, dai prodotti da forno fatti a mano, a vari salumi e formaggi tipici a prodotti in vasetto, lardo di Arnad…

Cafè du Centre Via Bourgeois, 46 – Cogne (AO): piccolo bar in centro, con spazio all’aperto nella piazzetta centrale, perfetto per un aperitivo con vista sulle montagne. Portano un piattino molto sfizioso con grissini, formaggio e fettine di salame con grissino.

 

Informazioni utili

Miniere di Cogne 

 

Prodotti tipici

  • Boudine (specialità a base di patate bollite, lardo, sangue bovino e suino, spezie, barbabietole rosse)
  • Fontina D.O.P.
  • Fromadzo (formaggio)
  • Genepì (liquore)
  • Mocetta (salume con carne di camoscio)

 

Ricetta collegata

 Carbonata valdostana

 

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