Curve e tornanti verso la Cima Grappa in un viaggio del ricordo

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Veneto (TV) / KM 49: Romano d’Ezzelino – Valle Santa Felicita – Villaggio del Sole – Sacrario Militare del Monte Grappa – Semonzo – Romano d’Ezzelino

Entusiasmante salita tra boschi con scorci e panorami alla scoperta del Sacrario e della Galleria e discesa sull’incredibile vecchia strada militare.

Chi di voi intraprenderà questo viaggio si troverà a dover affrontare stati d’animo differenti. Inizierete con la gioia e la sorpresa di una nuova strada da percorrere, la bellezza e lo stupore dell’arrivo alla cima. Poi cambierà con l’avvicinarsi al Sacrario… qui, nel silenzio e nel rispetto che sono dovuti, sentirete il dolore, la pena, il sacrificio di coloro che hanno dato la propria vita per la Patria, per consegnarci uno Stato libero e sovrano. Alla fine vi renderete conto che sarà più un’esperienza che un semplice viaggio.

Ma partiamo dall’inizio, cioè dal principio del nostro viaggio vero, dopo 3 ore di moto attraverso Emilia e Veneto, quando arriviamo a Romano d’Ezzelino. Da qui  imbocchiamo la SP148 che in circa 25 km ci porterà attraverso una tortuosa e panoramica strada alla cima del Monte Grappa. Dopo pochissimo iniziamo a sentire l’aria che cambia, che rinfresca, che diventa più leggera, più respirabile. Iniziamo a inerpicarci attraverso i boschi e ogni tanto uno scorcio sul panorama fa meravigliare per la bellezza inaspettata.

La strada è abbastanza stretta, piena di curve e di tornanti, molto divertente alla guida. Ci sono un paio di svincoli da imboccare, ma seguiamo le indicazioni e tutto è molto facile (non serve il navigatore per capirci). Man mano che l’altitudine aumenta la temperatura scende decisamente e il paesaggio cambia: dal fitto dei boschi passiamo a pascoli di erba bassa e rocce, qua e là qualche arbusto sempreverde.

Poi si apre alla nostra vista il Rifugio Bassano di Cima Grappa che ha sede nella Casa Armata del Grappa …avvolto dalle nubi, che sono amiche presenti e affezionate di questo luogo. Arriviamo per il secondo turno del ristorante e francamente ci meritiamo un bel pranzo con piatti tipici del Veneto, come i bigoli al torchio con ragù di cervo, pasta e fagioli e non solo.

Dopo pranzo raggiungiamo il Sacrario del Monte Grappa, con un percorso di 500 metri circa (obbligatoriamente a piedi, non è consentito l’accesso ad alcun tipo di veicolo privato).

Siamo a 1776 metri s.l.m. e vediamo una maestosa costruzione che assomiglia a una fortificazione militare costruita nel 1935 su progetto dell’architetto Giovanni Greppi e dello scultore Giannino Castiglioni.

Qui sono custoditi i resti mortali di 12.615 caduti italiani, di cui 10.332 ignoti, e 10.295 caduti austriaci, di cui 10.000 ignoti. I loculi sono distribuiti in cinque gironi concentrici, degradanti a tronco di cono. I militi riconosciuti sono in urne singole, distribuite in ordine alfabetico, coperte da una lastra di bronzo con il nome e le decorazioni. I caduti ignoti sono in urne comuni più gradi, che si alternano alle piccole urne singole.

Una grande scalinata composta da cinque rampe di scalini, porta sulla cima del Sacrario, dove si erge il santuario della Madonnina del Grappa, che venne mutilata nel gennaio 1918 da una granata austriaca e pazientemente ricomposta in seguito.

Terminata la visita al Sacrario e dopo aver goduto della meravigliosa vista panoramica che si gode da qui, torniamo verso il rifugio, ma prima facciamo un’altra tappa: la Galleria Vittorio Emanuele III.

È una delle più grandi opere fortificate italiane e venne costruita in dieci mesi dal novembre 1917. Prima di entrare copritevi bene, perché qui fa veramente freddo.

È un budello che si snoda nelle viscere del Monte Grappa per una lunghezza di circa 5 Km, di cui 1.500 costituiscono il braccio centrale, da cui partono numerosi rami secondari, che portano a postazioni difensive e ai vari locali della fortificazione. Oggi sono visitabili, grazie a un impianto di illuminazione e a un lavoro di messa in sicurezza, ben 800 metri della galleria.

L’opera era armata con 72 cannoni e 70 mitragliatrici, e poteva ospitare una guarnigione di 15.000 uomini, le gallerie sono alte circa 3 metri. Pensate che per la sua costruzione sono stati asportati circa 40.000 metri cubi di roccia.

Qui si sono combattute battaglie violente, allo strenuo delle forze e con una tenacia rara: la sistemazione dell’esercito italiano sul Grappa era assai difficile perché era ormai ridotto alle ultime propaggini montane verso la pianura, tanto che il Gen. Conrad la definì come “quella di un naufrago aggrappato ad una tavola di salvataggio, per cui sarebbe bastato mozzargli le dita per vederlo annegare”. Non conosceva però il valore dei nostri soldati che fino alla morte difesero la posizione. Il Comando Supremo, nel citare all’ordine del giorno l’eroico comportamento dell’Armata del Grappa, così recitava nel bollettino di guerra del 18 giugno 1918: “ciascun sodato, difendendo il Grappa, sentì che ogni palmo del monte era sacro alla Patria”.

Giunti al termine della visita della galleria cerchiamo di elaborare tutto quel che abbiamo visto, i sentimenti contrastanti e l’arricchimento che ne deriva, perché il rientro ci attende, e ci attende il lato opposto del Monte Grappa, perché dobbiamo prendere la SP140. All’imbocco fate attenzione perché è non solo in discesa, ma anche sporca di ghiaina (ecco perché ho preferito suggerirvi di farla nello scendere, altrimenti vi trovereste a dover affrontare una curva di inserimento sull’altra strada in salita e con fondo sporco… decisamente non un ottima idea). Ci attende, insospettabilmente, un percorso con ambiente completamente diverso da quello vissuto all’andata, sembra di essere da tutt’altra parte. Ci aspettano 28 tornanti divertentissimi da fare, seppure prestando grande attenzione alla strada perché ancor più stretta di quella dell’andata.

Merita veramente il giro completo attorno al Monte Grappa, si è rivelato non solo bellissimo per la guida ma anche meraviglioso per molti aspetti, non ultimo quello della natura che ci circonda.

E questa volta vi lascio con i versi, dovuti, della Canzone del Grappa…

 “Monte Grappa, tu sei la mia patria,

sovra te il nostro sole risplende, a te mira chi spera ed attende, i fratelli che a guardia vi stan. Contro a te già s’infranse il nemico, che all’Italia tendeva lo sguardo: non si passa un cotal baluardo, affidato agli italici cuor. Monte Grappa, tu sei la mia Patria, sei la stella che addita il cammino, sei la gloria, il volere, il destino, che all’Italia ci fa ritornar. Le tue cime fur sempre vietate, per il pie’  dell’odiato straniero,

 dei tuoi fianchi egli ignora il sentiero

che pugnando più volte tentò. Quale candida neve che al verno ti ricopre di splendido ammanto,

tu sei puro ed invitto col vanto che il nemico non lasci passar. O montagna, per noi tu sei sacra; giù di lì scenderanno le schiere che irrompenti, a spiegate bandiere, l’invasore dovranno scacciar. Ed i giorni del nostro servaggio che scontammo mordendo nel freno, in un forte avvenire sereno noi ben presto vedremo mutar”.

Info strade

All’andata percorrerete la SP 148, bella strada che si inoltra nei boschi, arrampicandosi con un buon numero di tornanti verso la cima. Strada non particolarmente larga ma in buono stato. Prestate attenzione perché è percorsa anche dai pullman che portano i turisti al Sacrario.

Nella discesa fate invece la SP 140, attenzione all’imbocco perché la discesa di immissione è sporca con ghiaia ( e quindi meno pericolosa in discesa che in salita perché altrimenti dovreste fare la curva di immissione sulla SP148 sulla ghiaia e in salita… non è proprio bello). Questa è più stretta della strada di salita, ma molto panoramica e particolare. 28 tornanti in discesa, molto divertenti, fate solo attenzione al bordo strada generalmente sporco.

I distributori di benzina sono presenti solo a Romano d’Ezzelino, nel percorso verso la montagna non ce ne sono.

Dove mangiare

Rifugio Bassano a Cima Grappa – Via Madonna del Covolo, 160 (VI): il ristorante ha piatti tipici veneti e di montagna, veramente ottimi. Consigliati i bigoli al torchio con ragù di cervo e la porchetta al forno, che veramente si scioglie in bocca. Rapporto qualità/prezzo eccellente. Al bar potete gustare i dolci serviti anche al ristorante: irresistibili la Sacher e lo strudel, che fra l’altro potrete gustare all’aperto con vista sul Sacrario e sulla vallata. Prezzi ottimi.

 

Informazioni utili

Galleria Vittorio Emanuele III –  visitabile con entrata gratuita per una lunghezza di 800 metri. Copritevi perché l’escursione termica rispetto all’esterno è notevole.

 

Prodotti tipici

  • Asparago bianco di Bassano
  • Ciopa vicentina (formato di pane)
  • Bigoli (formato di pasta simile a spaghetti grossi)
  • Olio extravergine di oliva veneto

 

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