Due ruote tra Valtellina e Alpi Retiche

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Lombardia (BS / SO)  Trentino Alto Adige (BZ /  – KM 218 – Passo del Tonale – Passo Gavia – Passo Foscagno Livigno – Strassentunnel – Glorenza – Curon Venosta (Passo Resia) – Passo dello Stelvio –( Passo del Mortirolo )

Un percorso avvincente dal Passo Gavia al Passo dello Stelvio senza dimenticare il campanile sommerso di Resia, il Passo del Tonale e il Passo del Martirolo.

Alle volte succede che da un’idea in una sera d’estate, buttata lì quasi per caso, durante una cena fra amici ad una sagra di paese, derivi un viaggio meraviglioso. Un viaggio che non sarebbe stato così meraviglioso senza quegli amici. Eh sì, stavolta non siamo solo in due, ma siamo in sei amici, e vi garantisco se seguirete i consigli di percorso (che non ho creato io questa volta, ma uno dei biker che era con noi) tornerete a casa con gli occhi pieni di meraviglia, garantito.

Partenza di mattina presto, perché quest’anno il caldo si fa sentire davvero, per percorrere i chilometri più noiosi del viaggio, quelli che da casa ci conducono verso le fresche cime del Trentino. La prima tappa, anche se di solo passaggio questa volta, è Cles (TN). Capoluogo della Val di Non è affacciata sul Lago di Santa Giustina, creato artificialmente con la chiusura del fiume Noce a seguito della costruzione della diga nel 1951.

Da qui inizia la salita verso il Passo Del Tonale (BS-TN/1883 metri s.l.m.) che si trova a cavallo fra Trentino e Lombardia. Come vedete in foto, qui si trova il Museo della Guerra bianca in Adamello, dedicata ai feroci combattimenti svoltisi su queste cime durante la Grande Guerra.

Dopo un pranzo veloce, soprattutto per mantenere i riflessi pronti, ma anche per preservare l’appetito per la cena luculliana che ci siamo prefissi per la sera, riprendiamo le moto alla volta del mitico Passo Gavia (BS-SO/2621 metri s.l.m.).

Spiegato in modo asettico, il Passo Gavia è un valico alpino che pone in comunicazione la Valfurva e l’alta Valcamonica. Reso celebre dal passaggio del Giro d’Italia, è stata Cima Coppi per ben 7 volte, e ancora oggi è meta non solo di motociclisti, ma anche di ciclisti, e di alcuni automobilisti… ma in realtà è una strada stretta e multicurve, che si insinua tra i boschi per poi inerpicarsi verso la vetta del mondo.

Non vi nego che l’arrampicata va fatta veramente a passo d’uomo, e assolutamente senza idee bizzarre, soprattutto perché gli avventori a 4 ruote creano degli ingorghi, che sono però ottimi per scattare qualche foto inaspettata…

Ma c’è uno spiazzo poco più avanti, dal quale si gode una vista che fa sentire veramente in cima al mondo. Fermatevi e godetevelo tutto…

Da qui non manca molto all’arrivo, e ve ne accorgerete perché la vegetazione inizia a cambiare: non ci sono più alberi, ma solo una rada distesa di erba e qualche tocco di colore qua e là donato da piccoli fiori.

Una volta raggiunta la vetta la vista è meravigliosa, e l’aria fresca, pungente e pulita rinfranca lo spirito. Sotto vedete il panorama dell’arrivo, e vi consiglio anche una pausa per la merenda.

Dalla stradina che vedete a destra nella foto sopra si arriva al cospetto della Madonna delle Vette, protettrice dei ciclisti.

Qui ci concediamo una pausa pomeridiana, giusto il tempo per riposarci prima di affrontare il percorso rimanente verso il Passo del Foscagno, dove abbiamo l’albergo per la notte. Appena iniziata la discesa verso la Valfurva, alla nostra destra si staglia, contro le montagne ancora innevate, il Monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale.

Inaugurato nel 1927 dietro iniziativa dei Comuni di Bormio e Valfurva, che assecondarono il desiderio di Arnaldo Berni, un padre che per lungo tempo percorse in lungo e in largo queste zone nel tentativo di recuperare le povere spoglie del figlio morto eroicamente. Giunti al Passo Del Foscagno (SO/2291 m s.l.m.) a pochi passi da Livigno, siamo nella pace e nella quiete tipica delle Alpi. A mio avviso luoghi che meritano di essere vissuti, visti e goduti, almeno una volta, perché si sente l’abbraccio ristoratore della natura come in nessun altro luogo.

Prima di cena vale un aperitivo la bella Livigno (SO) che merita non solo per il delizioso centro, ma anche per un motivo più pratico… il costo della benzina, che si aggira sulla metà rispetto a quello in Italia. Ma attenzione: potete solo fare il pieno o al massimo utilizzare taniche omologate da max. 10 lt. Le sanzioni sono molto severe per i trasgressori. La strada che arriva a questa piccola e graziosa cittadina è molto scorrevole e gradevole.

All’arrivo ci troviamo nell’alta Valtellina, in  una zona extradoganale esente da IVA. Questo perché per lungo tempo Livigno rimaneva completamente isolata dalle prime nevicate autunnali fino allo scioglimento in primavera…. Di conseguenza, si pensò di aprire il Passo del Foscagno anche in inverno (anno 1952-1953). Tutto ciò ha portato un grande turismo commerciale, visto il vantaggio negli acquisti. Da Livigno bisogna procedere per la strada accanto al Lago del Gallo, creato dalla confluenza dell’Aqua Granda.

Costeggiando il lago si attraversa un lungo tunnel semi aperto che termina con la dogana, oltrepassata la quale si è in Svizzera, e con la diga (per la verità non particolarmente impressionante).

Da qui si va avanti per prendere lo Strassentunnel, un tunnel a senso alternato, con passaggio a pagamento, scavato direttamente nella roccia, nel cuore della montagna, lungo alcuni km.

Una volta usciti ci aspetta una lunga strada, godibilissima dal punto di vista della guida e del panorama, che consente una piccola escursione in Svizzera per poi rientrare in Italia, in Trentino.

Tappa successiva di questo viaggio, è un paesino rimasto sospeso tra il Medioevo e l’epoca moderna, che orgogliosamente mantiene e preserva le proprie origini antiche: Glorenza (BZ). Attraversata dal fiume Adige, che vedete nella foto sotto, si trova in Val Venosta, e nonostante le piccolissime dimensioni, si gloria del nome di città già dal 1309.

Nel 1919 venne annessa all’Alto Adige e divenne avamposto militare per la difesa del territorio da possibili invasioni. Incluso nel circuito de “I borghi più belli d’Italia” oggi è un luogo quasi incantato, dove si respira ancora l’aria di un tempo, dove, oltrepassate le porte di entrata, sembra di entrare in un altro secolo…

Una volta attraversato il ponte di legno che serve per attraversare il fiume Adige, possiamo parcheggiare le moto e appena entrati, alla nostra sinistra, troviamo una scala in legno che ci conduce ad una breve passeggiata sulle cinta di mura. Da qui possiamo vedere dei piccoli scorci del fiume attraverso le feritoie che un tempo servivano per difesa della città.

Dopo il giretto in veste di militari medievali potete procedere verso la stradina che vedete nella foto sopra, che vi condurrà ad attraversare gli antichi portici, perfettamente conservati e a costeggiare le mura.

Ma nel cammino alla scoperta del piccolo centro ci coglie una sorpresa… un vecchio lavatoio, ancora funzionante… e come esimersi dall’immortalarci.

Normalmente da Glorenza potremmo andare direttamente allo Stelvio, ma oggi è chiuso fino al primo pomeriggio per una manifestazione sportiva, e quindi, per fare venire l’ora giusta, decidiamo di andare a visitare un luogo che da molto volevo vedere: Curon Venosta (BZ).

Siamo sulle rive del Lago di Resia, creato artificialmente per la produzione di energia elettrica la cui ostruzione significò il sacrificio dell’antico abitato di Curon, poi ricostruito più a monte, e del quale oggi rimane l’unica testimonianza… il campanile della chiesa che emerge dalle acque. La chiesa sommersa e il campanile ancora visibile risalgono al 1357 e vi è una leggenda correlata… pare che in alcune giornate d’inverno si sentano ancora suonare le campane, che nella realtà vennero rimosse nel 1950, prima della formazione del lago.

Il pomeriggio è già inoltrato, e abbiamo ancora molta strada da fare per il rientro. Quindi giunge il momento di riprendere le moto e andare verso il mitico Passo dello Stelvio ( BZ-SO/2758 m s.l.m.), probabilmente il primo tra i passi immancabili per ogni motociclista che si rispetti. La strada per raggiungerlo è decisamente entusiasmante dal punto di vista della guida: moltissime curve, decisamente a gomito, impegnativo ma molto spettacolare, soprattutto quando si comincia a raggiungere la vetta.

La vegetazione cambia molto durante il percorso: si passa dai primi chilometri attraverso boschi fitti, verde brillanti e sempre più freschi, a panorami sempre più brulli, con erba bassa e pochi fiori.

Fino a raggiungere un paesaggio quasi lunare, fatto solo di sassi, neve e ghiaccio… qualcosa di meraviglioso!

Lo Stelvio è il passo automobilistico più alto d’Italia e il secondo in Europa e divide le Alpi Retiche Occidentali dalle Alpi Retiche Meridionali.

Situato all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio è vicino al confine coi Grigioni Svizzeri. La statale omonima che lo attraversa collegando Bormio e la Valtellina è costituita da 48 tornanti dal lato altoatesino e 36 da quello lombardo (per questo motivo consiglio la salita dal primo e la discesa dal secondo, come previsto dalla mappa nella scheda percorso).

Qui bisogna fermarsi per un po’… godetevi il panorama, godetevi il freddo, godetevi la neve che potrete vedere quando in pianura ci sono 40°, godetevi questa meraviglia unica al mondo, è veramente emozionante.

Da qui, per chi lo desidera, è possibile intraprendere l’ultimo passo di quello che per noi è stato il rientro… il Passo Di Mortirolo (BS-SO/1852 m s.l.m.). In questi luoghi, nell’aprile del 1945 vennero combattute due battaglie tra i partigiani e le truppe tedesche che battevano in ritirata in Germania.

Info strade

Per arrivare alla prima tappa le strade sono in buone condizioni, non troppo larghe ma abbastanza per godersi tutte le curve.

Diverso è il discorso per raggiungere il Passo Gavia… indubbiamente una strada che dir panoramica non rende abbastanza. Sicuramente da non perdere, ma purtroppo la strada che vi giunge è molto, molto stretta e mal tenuta. È indispensabile procedere a passo d’uomo, soprattutto per la presenza di macchine in andata e ritorno che bloccano la circolazione. Superato questo ostacolo il percorso rimanente è agevole, con strade godibilissime.

L’ultimo tratto, quello che vi porterà al Passo dello Stelvio, è invece di nuovo impegnativo, decisamente impegnativo. Moltissimi tornanti, strade decisamente strette, visibilità moderata. Ma più si sale, più è spettacolare la vista e gradevole il tragitto.

Di fondamentale importanza rimanere sempre concentrati, e per godersi la meraviglia che state attraversando rallentate e quando potete fermatevi in punti sicuri.

Dove dormire

Hotel Interalpen – SS301 – Foscagno (SO) – tel.  0342.979068: un 4 stelle assolutamente ottimo. Pulizia assoluta, camere ordinate e ben organizzate. I bagni hanno persino la vasca idromassaggio. Inoltre è disponibile la SPA nel pomeriggio. A pochi km da Livigno (dove consiglio caldamente di fare rifornimento di benzina, che costa la metà rispetto all’Italia), è una base tranquilla in un contesto molto bello.

 

Dove mangiare

Pizzeria Ristorante il Giardino –  via Pilati, 16 – Cles (TN) – Tel. 0463.422.709: ottima la pizzeria con forno a legna, con impasto leggero e digeribile. Ristorante con specialità tipiche con prodotti di zona. Possibilità di pranzare nella graziosa veranda.

Bar Chalet Savoia – Passo del Tonale (BS) – ottimi tutti i panini, soprattutto con salsiccia alla griglia.

Rifugio Bonetta – Passo Gavia – per ristorarsi dopo la salita, ottimi i dolci fatti in casa, particolarmente la crostata ai frutti di bosco (con frutti di bosco freschi)… unica pecca… un po’ caro rispetto al rapporto qualità prezzo.

Ristorante Gatto Nero Via Passo d’Eira, 5 – Livigno (SO) – tel. 0342.979.188: sicuramente l’ambientazione è spartana, ma la cucina compensa in modo egregio. Piatti tipici valtellinesi preparati con maestria. Per partire bene prendete gli assaggi di antipasto, con salumi eccellenti e palline di polenta fritta ripiene di casera (gli sciat), una vera delizia. Consigliatissimi i pizzoccheri alla valtellinese, la polenta taragna con salsiccia e le tagliatelle con salmì, con un tocco di cannella sono assolutamente da non perdere.

Panificio Riedl Alois – via Malles, 11 – Glorenza (BZ) – tel. 0473.831.348: gelato artigianale e dolci eccezionali. Ottimo per una dolce pausa. Vengono serviti anche frappè.

 

Informazioni utili

Strassentunnel –  è a pagamento – moto € 12,00 – a senso alternato bisogna attendere il semaforo verde prima di entrare.

Mercato delle anime – Glorenza (BZ) – ogni 2 novembre, in occasione del giorno dei defunti, è una tradizione mercantile.

Mercatino di Natale – Glorenza (BZ) – per il ponte dell’Immacolata

 

Prodotti tipici

  • Polenta taragna (mista di farina di mais giallo e farina di grano saraceno)
  • Formaggio Casolet
  • Mele renette

 

Ricetta collegata

 

 

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