Il Parco delle Foreste Casentinesi e il Passo dei Mandrioli

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Emilia Romagna (FC)   Toscana (AR) – KM 78 – Bagno di Romagna – Passo dei Mandrioli – Camaldoli (Santo Eremo) – Bibbiena –  Chiusi della Verna (Santuario) – Pieve Santo Stefano

In moto in un contesto magico tra gli eremi di Camaldoli e Chiusi della Verna attraversando le curve del Passo dei Mandrioli.

 

Lasciando la E45 all’altezza di bagno di Romagna, si trova subito il paesino con le terme, poi, percorrendo strade sinuose, imbocchiamo la SR71 che ci porta verso il Passo dei Mandrioli facendoci inoltrare nel Parco delle Foreste Casentinesi con un susseguirsi di curve molto divertenti attraverso i boschi di Larici. Questo tratto di strada, fatto in moto è molto divertente.

Superato il Passo dei Mandrioli si arriva a Badia Prataglia e subito dopo troviamo le indicazioni per arrivare a Camaldoli (AR), un piccolo agglomerato di case che si erge fiero tra i boschi del casentinese. Il paesino nasce attorno al Monastero omonimo, fondato da San Romualdo (952 – 1027), un monaco ravennate, per poter dare ospitalità ai monaci benedettini. Secondo una leggenda Maldolo d’Arezzo donò a San Romualdo il luogo sul quale ergere il monastero, e da qui venne il nome Ca’ Maldoli, poi evolutosi in Camaldoli. All’interno del monastero sono presenti la foresteria l’antica farmacia e la sala capitolare.

Una nota particolare e una visita dedicata le merita la farmacia, chiamata anche laboratorio galenico, perché qui i monaci lavoravano le spezie e le piante medicinali per creare preparati curativi per i malati dell’antico “ospedale”. Oggi la farmacia mantiene i pregiati mobili in noce risalenti al 1543 e vi si possono acquistare caramelle, miele, prodotti per la cura del corpo e moltissimi altri prodotti, tutti eseguiti secondo le antiche ricette dei monaci camaldolesi.

Ad una decina di chilometri da Camaldoli sorge il famoso Eremo, fondato da Ambrogio Traversari e venne costruito poco tempo dopo rispetto al monastero, in modo da creare un luogo che potesse accogliere i monaci che volevano vivere in clausura, abbandonando completamente la vita comunitaria.

Per visitarlo sono previsti orari precisi di visita, da rispettare rigorosamente, così come va rigorosamente rispettato il silenzio all’interno dell’eremo. I monaci camaldolesi seguono la regola benedettina, alla quale sono stati aggiunti i principi e le norme previsti dalla “Congregazione camaldolese dell’ordine di San Benedetto”. Nel frattempo facciamo visita alla piccola cappella dell’Eremo.

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img class=”wp-image-1799 aligncenter” style=”text-align: justify;” src=”http://www.viaggiandoincucina.com/test/wp-content/uploads/2017/06/4-6-1-225×300.jpg” alt=”” width=”300″ height=”400″ />Nella struttura esterna all’eremo troverete un negozio pieno di libri e prodotti enogastronomici dei monaci, tra i quali svariati liquori e anche il vino Borbotto, prodotto da vitigni di uve bianche o rosse. Da Camaldoli e il suo Eremo ritorniamo indietro per pochi chilometri e ci dirigiamo verso Bibbiena.Qui facciamo solo una fermata per pranzo, per proseguire in direzione di Chiusi della Verna (AR) per arrivare poi al Santuario. La strada è bruttina per il manto stradale, ma i paesaggi sono assolutamente spettacolari, soprattutto se passerete da queste parti verso il tardo pomeriggio.Giunti a Chiusi della Verna, appena fuori dal paese, troviamo la strada che sale vertiginosamente verso il Monte Penna e che ci fa arrivare al Santuario della Verna (AR) con un breve ma intenso percorso di tornanti.Dal parcheggio si accede unicamente a piedi al Santuario, percorrendo un sentiero di pochi metri, immerso nella natura, che conferisce immediatamente serenità e pace. Consiglio di farlo in silenzio, per calarsi nello spirito del luogo.Dopo poco si schiude alla vista il borgo all’interno del quale viene custodita la chiesa.Il Santuario è famoso per essere stato il luogo in cui San Francesco avrebbe ricevuto le stigmate il 14 settembre 1224. È costruito a 1128 metri di altezza, ed è ovviamente meta di molte persone che qui giungono in pellegrinaggio. Ospita numerose cappelle e luoghi di preghiera e raccoglimento, e di questi, ovviamente la più importante è la Basilica Minore, elevata a tale rango da Papa Benedetto XV nel 1921.Non so come spiegare la sensazione che si prova arrivando nel piazzale della Basilica… toglie il fiato, semplicemente.Qui rimaniamo per goderci la pace, il silenzio, l’energia positiva irradiata prima di ripartire per percorrere gli ultimi chilometri verso Pieve Santo Stefano (AR), città del diario, guardando il mondo da dietro la visiera.Info stradeIl tragitto che porta da Badia Prataglia a Camaldoli, così come anche il primo pezzo di strada per arrivare al Passo dei Mandrioli, non sono molto belli come asfalto, e la strada è abbastanza stretta, quindi prestate attenzione.Brutto anche il manto stradale che da Bibbiena porta a Chiusi della Verna, con molte buche e avvallamenti. Molto bella e fluida la strada che da Chiusi della Verna va verso Pieve Santo Stefano.Dove mangiareAlbergo Ristorante Camaldoli –  Località Camaldoli, 11 Poppi (AR) – tel. 0575 556019: aperto tutti i giorni da aprile a ottobre e da novembre a marzo nei fine settimana e nei giorni festivi.  Un’annotazione importante: hanno anche delle camere dove potrete alloggiare con i vostri piccoli animali domestici. La cucina è stagionale e di ottima qualità. Consigliatissimi i piatti a base di porcini e lo spezzatino.Ristorante La Buca – Piazza Garibaldi, 24 – tel. 0575 560094: un ristorante attivo da generazioni che fa del suo punto forte la qualità, con un riguardo particolare ai prodotti del territorio. Eccezionali i salumi e i formaggi accompagnati con confetture fatte in casa. I primi, inclusi i pici, sono fatti a mano e i secondi sono eseguiti benissimo. Rapporto qualità prezzo ottimo. Provate anche i gamberoni con maionese all’whisky.Bar del Monastero di Camaldoli – accesso dietro la Farmacia. Qui potrete bere qualcosa di caldo, e fanno anche tisane a scelta (noi ce ne siamo fatti preparare all’arancio amaro e verbena). Il tocco in più: niente zucchero per chi lo desidera c’è il monodose di miele dei monaci.Prodotti tipici

  • Funghi porcini
  • Prodotti della Farmacia Camaldolese: sali da bagno, propoli…
  • Fagiolo dall’occhio
  • Salame toscano
  • Tartufo
  • Prodotti artigianale dei Monaci camaldolesi: vino bianco e rosso, liquori, caramelle, e soprattutto la cioccolata, semplicemente fantastica…

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