La magica Parigi

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Una mini guida per visitare la città cuore di Francia, nei luoghi simbolo e con qualche informazione utile per districarsi negli arrondisment, e con una dovuta tappa  all’imponente Reggia di Versailles.

Giorno 1:   Vigna di Montmartre – Place du Tertre – Basilica del Sacro Cuore – Moulin Rouge –  Gare du Nord – Opera Garnier – Place de la Madeleine

Giorno 2:   Place de la Madeleine – Museo del Louvre – Notre-Dame  –  Gran Palais – Arc de Trionphe – Tour Eiffel – Les Invalides

Giorno 3:    crociera sulla Senna da Notre-Dame fino al Pont de Grenelle e ritorno

Giorno 4:   Parigi – Versailles – Parigi

Naturalmente questo viaggio non è stato fatto in moto, e fortunatamente nemmeno in macchina visto il folle traffico parigino. Nasce dal desiderio di mia madre di poter visitare Parigi. Sono stati 6 giorni veramente intensi, anche perché il viaggio in aereo è per me motivo di agitazione, ma è stato uno sforzo più che ripagato.

Il viaggio di andata è comunque durato quasi una giornata tra check-in, pullman, taxi e finalmente arrivo in albergo, ecco perché ho scelto di fare 6 giorni, così da avere almeno 4 giorni per goderci la città, e francamente sono il minimo indispensabile.

Prima di iniziare un’informazione utile sugli arrondisment, ossia la ripartizione amministrativa della città in 20 circoscrizioni metropolitane, sostanzialmente una sorta di cantoni. Vengono creati nel 1860 a seguito di un ulteriore ampliamento della città ad opera di Haussmann.

Si dipartono a chioccola dal quartiere del Louvre che è il numero 1, e da qui si comincia già ad avere una vaga idea della confusione che regna sovrana per quel che riguarda la progettazione urbanistica della città, che assomiglia molto più ad un labirinto che un progetto ragionato di strade… ma così è, e forse anche questo è parte del fascino parigino.

Partiamo con il giorno 1 dedicato al “primo approccio” fatto a piedi.

Qui prendiamo un poco di confidenza con Montmartre, il quartiere dove abbiamo l’albergo, XVIII arrondissement, che è stato per molto tempo un villaggio separato da Parigi. Qui, essendo fuori dalla città e quindi anche liberi dalle tasse ad essa legate, oltre ad avere una produzione di vino locale (che vi racconterò fra poco), divenne in breve una zona popolare per il divertimento. L’area si sviluppò come il centro dell’intrattenimento decadente alla fine del XIX secolo e all’inizio del XX, ed essendo un luogo economico divenne prediletto da vari pittori, tra i quali Pissarro, Toulouse-Lautrec, Steinlen, Van Gogh, Modigliani, Picasso e Maurice Utrillo (quest’ultimo ne era originario per nascita).

Considerate che Montmartre è una collina nella zona nord di Parigi, e rappresenta il punto più alto della città. Famosa in tutto il mondo per essere stato il centro della vita bohémienne durante la Belle Époque oggi risulta essere un luogo molto caratteristico, con angoli caratteristici che vanno assolutamente visitati. Tenete però presente che le salite che portano alla cima sono ben inclinate, e fanno venire il fiatone, ma il tragitto vale la pena, con tutti i negozietti sparsi e gli angoli insoliti che si incontrano.

Prima di arrivare alla sommità si incontra anche l’unica vigna esistente di tutta Parigi. Si paventa alla vista in un attimo, sorprendendoci per la sua discrezione, ma guardare attraverso le grate di protezione è emozionante, soprattutto conoscendone la lunga storia. La Vigna di Montmartre è situata sulla collina di Montmartre all’angolo tra  Rue de Saules e Rue Saint-Vincent, sui fianchi della collinetta.

È un angolo rimasto incontaminato, che ha resistito all’urbanizzazione, e regala uno sguardo, se possibile ancor più romantico, su questo quartiere. Dal 1934 si celebra una festa. Dal 1934 il vino prodotto nel vigneto, il Clos-Montmartre, viene imbottigliato in bottiglie da 50 centilitri, invecchiato nelle cantine del municipio e poi  battute all’asta in casse da sei bottiglie ciascuna, ognuna con etichette dipinte da artisti famosi (anche Modigliani partecipò all’iniziativa).

I proventi della vendita delle 1500 bottiglie sono destinati a opere sociali nel 18° arrondissement parigino (dove appunto si trovano Montmartre e la sua vigna), gestite dal “Comitato per le feste e l’azione sociale del 18°”. Parigi mi appare subito una città dagli usi singolari: di mattina sgorga acqua in abbondanza dalle strade, creando rivoli copiosi, che attirano tanto la nostra attenzione da cercare di scoprirne l’origine (che vedete nella foto sotto a destra) e parimenti, l’acqua in bottiglia viene pagata cifre folli ai tavolini di bistrot e ristoranti… poi scopro che c’è una motivazione: i parigini reputano questo spreco idrico il modo migliore per pulire i lati della strada e i marciapiedi. È sicuramente il caso di dire “paese che vai usanza che trovi”.

Trovata l’origine del torrentello ci rendiamo anche conto che in un baleno siamo arrivati in cima a Montmartre, e questo significa che siamo a pochi passi dalla Basilica del Sacro Cuore.  Dobbiamo faticare ancora un pochino per arrivare, infatti siamo in uno dei punti più alti della città, ma da qui siamo immediatamente rapiti dal meraviglioso panorama: Parigi a vista d’occhio e quasi senza fine.

Girando lo sguardo all’opposto rispetto al balcone panoramico ci troviamo al cospetto di un incredibile luogo di culto cattolico dedicato appunto al Sacro Cuore ed elevato al rango di Basilica minore nel 1898 da Papa Benedetto XV. Peraltro divide l’onore di essere il monumento più bianco d’Europa assieme al Vittoriano di Roma (la Macchina da Scrivere o Monumento al Milite Ignoto per intenderci).

Si narra che il Sacro Cuore sia stato edificato sul luogo dove sarebbe stato martirizzato con la decapitazione San Dionigi nel III secolo, e secondo la leggenda, il Santo avrebbe preso poi la propria testa mozzata e avrebbe fatto alcune miglia portandola fra le mani. Si decise però di costruirla solo dopo la sconfitta francese nella guerra franco-prussiana, con l’intento di donare alla Nazione la fiducia e l’ottimismo necessari ad una nuova rinascita e venne decretata da una votazione dell’Assemblea nazionale del 1873. Giunsero 77 progetti di altrettanti architetti, ma vinse quello di  Paul Abadie. I lavori iniziarono nel 1875 e il progetto venne modificato svariate volte, sino a raggiungere la conclusione della costruzione nel 1914, quando il progettista era già scomparso da molti anni, e bisognò attendere il 1919 per la consacrazione, avvenuta dopo la fine della Prima guerra mondiale.

La pietra calcarea con la quale la basilica è stata edificata possiede una caratteristica fantastica: non trattiene la polvere e lo smog, quindi, magicamente, dopo ogni temporale il “Sacré-Cœur” risulta ancora più splendente. Gli interni sono piuttosto spogli, fatta eccezione per il mosaico d’oro dell’abside, uno dei più grandi del mondo.

Ma a Parigi passare dal sacro al profano è un attimo, e una volta presa la discesa ci dirigiamo decisi verso la zona di Pigalle, perché Montmartre vuole anche dire cabaret, e quindi Moulin Rouge e Le Chat noir, emblemi della zona. Il Moulin Rouge, costruito sopra un mulino finto, vista la mancanza di vento nella zona, nacque sull’onda del successo del Moulin de la Galette, un ristorante danzante ricavato dentro un vecchio mulino a vento nella parte alta di Montmartre. L’idea fu degli allora proprietari dell’Olympia: Charles Ziedler e Joseph Oller.

Il successo fu pressoché immediato, soprattutto grazie al repertorio di danze e spettacoli, fra le quali il celeberrimo can-can, assolutamente rivoluzionario per quei tempi, tanto da essere ritenuto licenziosi dall’opinione pubblica. Nel XX secolo il repertorio diede grande spazio all’operetta ma agli inizi del secolo scorso, causa l’avvento del cinema, il Moulin Rouge vide un breve periodo di offuscamento, per poi rinascere nel secondo dopoguerra e vedendo il proprio palco solcato da subrette del calibro di Edith Piaf e Yves Montand che contribuirono ad accrescerne la notorietà che ad oggi rasenta il mito.

Da qui prendiamo l’Open Tour e iniziamo il primo percorso, e dall’alto del pullman iniziamo a intuire la grandezza e la magnificenza della città. Ma un piccolo omaggio ai fautori veri del viaggio ci vuole… grazie mamma e papà…

Subito dopo la Gare Est ci soffermiamo sulla Gare de Paris Nord inaugurata il 14 giugno 1846 ma si rivelò presto troppo piccola e venne demolita in parte nel 1860 per essere successivamente ampliata. La facciata si presenta organizzata intorno ad un arco di trionfo ed è caratterizzata da dei grossi blocchi di pietra.

La prima Gare du Nord fu costruita per conto della Compagnie des Chemins de Fer du Nord e la facciata è ornata da 23 statue che rappresentano le città collegate dalla compagnia.

Si prosegue vedendo molti edifici particolari, storici per quanto di recente edificazione, o almeno, recente in confronto a ciò che vantiamo in Italia, ma di certo la magnificenza è inoppugnabile, e siamo tutti a bocca aperta…

Degna di nota la Chiesa di Santa Maria Maddalena un luogo di culto cattolico situato nell’area degli Champs-Elysées, con la facciata principale che dà sulla piazza alla quale dà il nome e dalla quale parte, appunto, Boulevard de la Madeleine.

E poi si chiude con il botto… perché a vederla dal vivo l’Opera Garnier è qualcosa di incredibile, soprattutto con la luce del sole che irradia sulle decorazioni d’oro… da lasciare senza fiato. Dal 1923 è stata dichiarata monumento storico di Francia.

Il giorno 2 si dipana con ritmi intensi nel cuore vero di Parigi, per visitare le attrazioni maggiori.

Si inizia con il Museo del Louvre, o meglio, con la piazza, poiché solo per la visita interna di questo avremmo bisogno di tutta la giornata.

Il museo prende il nome dal palazzo che lo ospita, il quale fu originariamente una fortezza, costruita alla fine del XII secolo durante il regno del re capetingio Filippo II, per divenire poi sede reale e governativa.

La piramide che sorge al centro della piazza risale al 1989 e venne eseguita a seguito dell’approvazione del progetto di rinnovamento dell’area progettata da Leoh Ming Pei e voluta dal presidente Mitterrand, nonostante le forti polemiche che ne conseguirono.

Da qui proseguiamo alla volta della mitica Cattedrale di Notre Dame de Paris,  situata nell’Ile de la Cité, ossia sull’isola all’interno della Senna, è il principale luogo di culto cattolico di Parigi.

Oltre ad avere ispirato l’omonimo e famosissimo romanzo di Victor Hugo e svariati musical, rappresenta una delle costruzioni gotiche più celebri del mondo ed è uno dei monumenti più visitati di Parigi. Un singolare appunto va al fatto che secondo la legge francese sulla separazione tra Stato e Chiesa del 1905, l’edificio è di proprietà dello Stato, così come tutte le cattedrali fatte costruire dal Regno di Francia. La cattedrale, basilica minore dal 1805, è monumento storico di Francia dal 1862 e Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO dal 1991. Edificata su un tempio pagano dedicato a Giove e sulla successiva edificazione di una chiesa dedicata a Santo Stefano, la sua edificazione risale al 1250, quando venne terminata.

Merita sicuramente la fila per l’ingresso per poter visitare l’interno, che rispecchia il gusto gotico esterno, con molta opulenza e opere meravigliose. Procedendo poi sul lungo Senna si incontra anche il Gran Palais Automne, sede di mostre d’arte.

Semplicemente imponenti e incredibili alla vista sono gli Champs-Elysèes (la foto non rende assolutamente l’idea, vanno visti di persona). In origine erano dei semplici campi, fino al 1616, quando Maria de’ Medici decise di farvi costruire un lungo percorso alberato che si estendeva dal Louvre fino alla Tuileries, e dal  1724 fino a Place de l’Étoile. Il nome richiama i Campi Elisi della mitologia greca e già verso la fine del XVIII secolo  era una via alla moda, dove la Regina Maria Antonietta passeggiava con le sue amiche e prendeva lezioni di musica al Grand Hôtel de Crillon. Oggi sono costellati da giardini, negozi di lusso, caffè e cinema.

Oltrepassando l’Arco di Trionfo e aggirando i Giardini del Trocadero si arriva alla magnificente e gigantesca Tour Eiffel.

La struttura, progettata dall’ingegnere Alexandre Gustave Eiffel, che con i suoi 324 m è la più alta di Parigi, venne inaugurata nel 1889 dopo solo 2 mesi di lavori per la costruzione.

Decisamente poco apprezzata all’epoca, rischiò lo smantellamento, ma la sua utilità per l’installazione di antenne di trasmissione radiotelegrafiche, vista l’altezza, la salvò. Ancora oggi diversi parigini non l’apprezzano, appellandola col nome ingrato di “asparago di ferro”. Rimane comunque il fatto che è una struttura incredibile a vedersi ma anche nei numeri: per la costruzione lavorarono 300 metalmeccanici, per assemblare 18 040 pezzi di ferro forgiato, utilizzando 2 milioni e mezzo di bulloni poi sostituiti da rivetti incandescenti. La manutenzione per queste 8000 tonnellate di metallo richiedono 50 tonnellate di vernice ogni 7 anni.

Salire in cima richiede tempo, sia a causa della lunga fila, sia a causa dei molteplici controlli che vengono effettuati. Ma quando si raggiunge la sommità (ovviamente tramite 3 ascensori e non facendo a piedi i 1665 scalini), la vista è semplicemente sbalorditiva, ne vale assolutamente la pena perché si può vedere tutta la città a 360° e a perdita d’occhio.

Una volta riempiti gli occhi di bellezza per la vista rifacciamo una bella fila per scendere (e prestate moltissima attenzione a borsette, zaini e portafogli, perché l’essere tutti ammassati incentiva i ladruncoli). Da qui si va poi alla volta dell’Hotel Des Invalides.

È un grande complesso di edifici costruito nel XVII secolo allo scopo di ospitare soldati invalidi. La cupola, tutta dorata, è stata costruita per la cappella privata di Luigi XIV, e ospita dal 1840 al suo interno la tomba di Napoleone. Una piccola parte dell’edificio ospita ancora oggi reduci anziani, mentre un’altra ala è destinata al museo delle armi. E a questo punto siamo solamente a metà della trasferta parigina…

Il giorno 3 dovrebbe essere quello di Montparnasse e Bastille ma diventerà il giorno degli imprevisti.

Visto il tempo decisamente poco favorevole decidiamo di impegnarci inizialmente con la visita all’interno di Notre Dame e proseguire con il bateaux per la crociera sulla Senna…tra l’altro proprio nel momento in cui spioviggina (ma nel bateaux siamo al coperto, quindi va benissimo e anzi, l’atmosfera prende una piega molto romantica e un poco melanconica che con Parigi va decisamente a nozze). Diciamo che la Crociera sulla Senna fa cogliere un lato della città insolito: si vede tutto da un’altra prospettiva, così come abitano in modo alternativo coloro che hanno domicilio nelle tante barchette ancorate ai lati del fiume.

Quello della crociera col bateaux è anche il modo migliore per poter godere di qualcosa di veramente unico…la vista contemporanea e a pochissima distanza, della Tour Eiffel e della Statua della Libertà (anche se per dovere di cronaca devo dire che non è l’unica imitazione presente né a Parigi né in Francia).  Quella che vedete nella foto sotto è alta 11,50 metri e si trova vicino al Pont de Grenelle sull’Allée des Cygnes, un’isola sulla Senna, nelle vicinanze del vecchio laboratorio di Bartholdi. Donata alla città il 15 novembre 1889, guarda verso l’oceano Atlantico, verso la sua “sorella maggiore” nel porto di New York, eretta tre anni prima.

Dopo pranzo siamo pronti per i due percorsi rimanenti sull’Open Bus, ma impariamo che la polizia ha bloccato tutti i pullman e quindi non ci è possibile terminare la visita come avremmo voluto… pazienza, sarà per la prossima volta, e nel frattempo di consoliamo con la visita all’interno di Notre-Dame.

Giungiamo poi all’ultimo giorno, ossia il giorno 4,  dedicato all’incredibile Reggia di Versailles.

Qui si arriva molto comodamente con circa 30 minuti di Metro e pochi passi a piedi. Impressionano subito gli spazi notevolmente ampi, ma quando si arriva all’entrata ci si sbalordisce…

La reggia nacque per volere del giovane Luigi XIV che desiderava allontanarsi dalla capitale e dai suoi cittadini, temuti e considerati difficili da tenere sotto controllo.

Versailles rimase la sede del potere politico del regno di Francia dal 1682 quando il Re Sole vi trasferì la propria corte sino a quando la famiglia reale non fu costretta a fare ritorno nella capitale nell’ottobre del 1789 agli albori della Rivoluzione Francese. Dal 1979 è Patrimonio dell’Umanità  protetto dall’UNESCO. La Reggia possiede poi qualcosa di unico: 815 ettari di parco, che prima della Rivoluzione Francese erano 8000, suddivisi in 93 giardini e alcuni elementi architettonici sparsi.

Fra i 55 bacini d’acqua, il più ampio è quello del Grande Canale, 24 ettari e 500.000 m³, e la Piscina degli Svizzeri, 180.000 m³. Sinceratevi solo di avere qualcuno con braccia forti per remare.

Si contano 600 getti d’acqua e 35 km di canalizzazioni. Inoltre il Grande Canale è navigabile con barchette a remi noleggiabili e veramente deliziose. Certamente ne vale la pena per avere una prospettiva diversa di questa meraviglia unica al mondo. Il Gran Canale è il più grande bacino acqueo del parco della Reggia di Versailles. Realizzato a forma di croce venne costruito tra il 1667 ed il 1679 su progetto di Le Nôtre.

Per il divertimento proprio e degli ospiti della reggia, Luigi XIV fece istituire una flotta consistente in tre grandi vascelli, una galera, cinque scialuppe, dei galeotti, dei brigantini, alcune gondole (offerte dal Doge di Venezia) e, a partire dal 1675, due yacht provenienti dall’Inghilterra. C’è anche da dire che queste imbarcazioni servivano anche per romantiche navigazioni.

Qui si conclude il nostro viaggio, domani ci aspetta l’aereo e la vista della Madonnina di San Luca dall’alto per capire che siamo di nuovo a casa. Di certo rimarrà un ricordo bellissimo e indelebile di luoghi incredibili.

Trasporti

Il mezzo migliore per arrivare a Parigi dall’Italia è sicuramente l’aereo (ottima Ryan Air). Purtroppo i costi del treno sono improponibili e con molte ore di viaggio.

Per la macchina si può fare solo se si parte, ad esempio, dalle Valle d’Aosta o da regioni già molto vicine. Inoltre l’automobile risulta essere un pessimo mezzo di spostamento data la grande congestione di traffico e la difficoltà a trovare parcheggio.

Dove dormire

Best Western Paris 18 –  51 Rue Letort – Paris –  tel. 01 4257 2000: le camere sono standard per la Francia, quindi decisamente piccole per come siamo abituati in Italia, e così anche il bagno. La moquette sul pavimento viene fortunatamente pulita tutti i giorni e la camera rifatta come doveroso, abbiamo però riscontrato problemi la domenica. La colazione è a parte, ma non ne vale assolutamente la pena visto la qualità del cibo servito e il rapporto col costo, molto meglio i posti che vi consiglio nella sezione DOVE MANGIARE più sotto. La posizione dell’hotel è invece fortunata: è a 100 metri dalla fermata della Metro, comodissima soprattutto per andare a Versailles e a pochi passi dal Sacro Cuore e dal centro vero di Parigi (quest’ultimo a circa 20 minuti a piedi con andatura non troppo veloce).

Dove mangiare

Prestate grande attenzione all’acqua: purtroppo a Parigi i prezzi sono assolutamente esorbitanti. Noi siamo arrivati a pagare 1 bicchiere d’acqua ben 4,50€. Per risparmiare un po’ è bene acquistare delle bottiglie di acqua nei negozi alimentari a prezzi decisamente decenti.

È pressoché impossibile consumare un caffè nei bistrot dopo cena perché tutte le macchine da caffè vengono spente prima dell’orario di aperitivo.

In merito alla colazione valutate bene, poiché i costi dei cappuccini arrivano anche a 3,00€ cad. quindi la colazione può prendere vie molto dispendiose in un attimo, il mio consiglio è di consumare delle ottime paste nei loro forni, chiamati boulangerie.

 

Le Pain Quotidien – 31 Rue Lepic – Paris: un delizioso locale per fare colazione. Vengono serviti ottimi croissant, anche integrali, e pan su chocolat con spremute di arance fresche, miele e confetture biologiche e pane fresco di giornata.

Charlotte Bar – 10 Rue de Lappe – Parigi: locale decisamente molto parigino dove si può cenare e proseguire la serata con l’intrattenimento musicale. Potrete gustare le famose escargots de bourgogne.

Ristorante Indo-pakistano Samrana– 47/B Rue d’Orsel – Parigi – tel. 01 4252 8808: locale con arredamento tipico, piatti ottimi e fatti al momento, quindi il poco di attesa è giustificato.

Le Saint Jean – 23 Rue des Abbesses – Parigi: bar dove fare una pausa di metà mattina a pochi passi dal Sacro Cuore. Ottimi i tè in foglia (io ho provato quello alla menta). Per tranquillità fatevi però portare il listino.

L’eclair de Genie31 Rue Lepic – Parigi – tel. 01 4251 4121: dico solo che fa parte della catena del grandissimo chef pasticcere Christophe Adam, e credo che oltre a questo bastino le foto sotto per farvi capire l’acquolina che viene entrando. Questa è stata la colazione del mio compleanno, semplicemente delizioso.

Cafè Panis – 21 Quai Montebello – Paris – tel. 01 4354 1971: situato a pochissimi passi da Notre Dame, con vista sulla Senna, è il luogo perfetto per assaporare una deliziosa zuppa di cipolle. Eccellenti anche il pollo, la quiche e la cheesecake in barattolo. Si può pranzare anche nei pochi tavoli all’esterno, ma in questo caso è bene arrivare presto oppure prenotare. Inoltre è a pochi metri anche dalle fermate dell’Open tour e Bateux.

Chez La Mere Catherine – 6 Place du Tertre – Paris – tel. 01 4606 3269: posizionato nel centro della piazza dietro al Sacro Cuore, sicuramente come gli altri ristoranti che sono in questa piazzetta ha prezzi più alti della media, porzioni ridotte ma qualità del cibo eccellente. Una spesa onerosa che merita di essere spesa per l’ultima sera a Parigi. Ottimo il boeuf bourguignon, i ravioli al formaggio e l’assaggio di formaggi. Il tutto accompagnato da un eccellente vino rosso Beaujolais. Atmosfera indimenticabile.

La Flottile Restaurant – Parc du Chateau de Versailles, 1 Boulevard de la Reine – Versailles – tel. 01 3951 4158 – ristorante turistico con prezzi migliori rispetto agli altri due presenti. La qualità è buona vista la tipologia di ristorante. Il fish & chips è eseguito bene, non unto e croccante, sicuramente da provare le crepes dolci e le gouffre. Evitate assolutamente la carbonara e i piatti di nostra origine (cosa che per me è una regola, perché in genere si trovano altrimenti dei mostri nei piatti).

 

Informazioni utili

Oper Tour + Bateaux – I biglietti si fanno a bordo degli autobus (ci pensa l’autista) oppure nella boutique al 13 Rue Auber. Assolutamente consigliato! Vengono svolti 4 percorsi che coprono praticamente tutto ciò che di Parigi è da vedere, con possibilità di salire e scendere a piacere entro il tempo di validità del biglietto. Durante il viaggio a bordo è disponibile una interessante e utile audioguida in lingua, inoltre viene fornita anche la cartina con tutti i percorsi e le fermate. Inoltre consiglio di fare almeno il biglietto per 2 o 3 giorni (che devono essere consecutivi e orario 9.00-18.00 circa) per ottimizzare i costi. A noi è piaciuto tantissimo: comodo, visione dall’alto della città, utilizzabile come normale bus linea, Wi-Fi gratis a bordo, posti sia sopra allo scoperto o coperti, insomma, imperdibile. Infine, nel biglietto dell’Open Tour è incluso anche il bateaux, che si può prendere quante volte si vuole nell’arco dei giorni previsti dal biglietto, e sempre con fermate stop on/stop off.

Metro – sicuramente comoda prevede l’acquisto di biglietti a seconda delle linee che si devono prendere.

Carta Paris Visite

Tour Eiffel

Scale mobili – a Parigi, come quasi ovunque all’estero in Europa, è buona usanza stazionare sul lato destro della scala, poiché quello sinistro è utilizzato da coloro che affrontano la salita anche camminando, in modo da ridurre i tempi. in questo modo non li intralcerete.

Reggia di Versailles –  si arriva con la metro in modo comodissimo e con 20 minuti circa di viaggio. Attenzione: lunedì sempre chiuso, e alle volte, causa scioperi imprevisti, non si può visitare l’interno della Reggia ma “solo” i giardini. È bene telefonare prima per informarsi bene. Noleggio barca, auto elettriche, biciclette a Versailles: dati i prezzi che potete vedere al link consiglio sicuramente il giro in barchetta (se avete qualcuno con braccia forti) e al massimo le bici, altrimenti conviene assolutamente prendere il trenino, molto economico e fa esattamente lo stesso tragitto che si può fare con le molto più costose auto elettriche (il percorso per queste ultime è obbligato e l’auto si spegne se si esce dalla zona percorribile).

Festa della vendemmia di Montmartre – 3 giorni generalmente attorno alla data del 7 ottobre e conta la presenza di numerose confraternite gastronomiche, sfilate in costumi d’epoca, gazebi enogastronomici ed espositori provenienti dalle maggiori cantine di tutta la Francia.

 

Piatti tipici

  • Baguette (pane tipico)
  • Foie gras
  • Escargot (lumache di terra cotte nel loro guscio e sigillate da burro aromatizzato all’aglio e prezzemolo)
  • Filet mignon
  • Croissant
  • Pain au chocolat
  • Tarte tatin
  • Zuppa di cipolle
  • Beuf bourguignon (spezzatino cotto nel vino e accompagnato da champignon e cipolline borrettane)

  

Ricette collegate

 

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