L’Altopiano dei Sette Comuni in moto

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Veneto (VI) – KM 71 – Bassano del Grappa – Grotte dell’Oliero – Foza – Asiago – Marostica

Un percorso per scoprire le semisconosciute Grotte dell’Oliero, panorami e tornanti spettacolari da fare in sella alla moto.

Le giornate sono ancora abbastanza lunghe per poterci regalare un giro in moto con un buon numero di chilometri. Decidiamo quindi di avventurarci verso l’Altopiano di Asiago. Prima tappa, dove arriviamo giusto in tempo per un aperitivo, è la bellissima Bassano del Grappa (VI), cittadina le cui origini risalgono al IX secolo a.C., quando era chiamata Fundus Baxiani, ha vissuto molti  cambiamenti nel corso dei secoli, sino a raggiungere il rango di città conferitole dal Senato Veneto il 27 dicembre 1760.

Particolarmente importante è il Ponte Vecchio, chiamato anche Ponte degli Alpini, che venne completamente restaurato 1569 eseguendo un progetto di Andrea Palladio probabilmente basato su un progetto antecedente datato 1557, col quale venne data la fattezza odierna.

Purtroppo nel 1758 una piena distrusse l’opera palladiana e fu incaricato Bartolomeo Ferracina del progetto di ricostruzione, che vide poi vita tre anni dopo. Purtroppo la vita del ponte è stata particolarmente ricca di eventi disastrosi: venne infatti distrutto sia nel 1821 sia nel 1945. In questi intermezzi il Ponte risultò di grande importanza, infatti durante la Prima Guerra Mondiale da qui passarono le truppe italiane del generale Luigi Cadorna per affrontare la celebre difesa dei territori dell’altopiano dei Sette Comuni.

Lo possiamo ammirare nella sua bellezza, stagliato contro le montagne quando usciamo da Bassano per dirigerci verso le Grotte dell’oliero (VI), la nostra seconda tappa.

Per raggiungere le grotte dobbiamo praticamente risalire il fiume Brenta in direzione Valstagna. Qui si inizia a salire di altitudine, leggermente, ma tanto basta a percepire il cambiamento della natura. Subito dopo una curva troviamo l’entrata del parco, dove sorge l’edificio che un tempo ospitava la Cartiera Parolini, sul lato sinistro dell’Oliero. Nel 2014 è stato allestito all’interno il Museo delle Cartiere e il nuovo allestimento del Museo di Speleologia e Carsismo, intitolato al botanico bassanese Alberto Parolini, al quale si deve la scoperta e la valorizzazione delle Grotte. Incredibile che tutto ciò nasca da un fiume lungo appena 300 metri, motivo per il quale è annoverato tra i fiumi più corti d’Europa.

Nasce all’interno delle grotte con sorgente sotterranea e va ad affluire appena fuori nel fiume Brenta. Per raggiungere l’ingresso delle grotte di percorre un sentiero che attraversa una piccola parte del parco.  Dopo una breve salita si scende per raggiungere la riva del fiume, dove si può anche godere una vista incredibile… la tranquillità e la meraviglia della natura…

Ciò che sbalordisce appena si inizia a camminare nel parco, è una grande sensazione di pace, accompagnata allo stupore di vedere qualcosa di così bello: sicuramente regalarsi qualche minuto per godersi tutto questo non ha prezzo.

Se lo si desidera, si può infatti compiere il “sentiero natura” : un itinerario  lungo il quale si possono ammirare le varie piante erbacee, gli alberi e gli arbusti sono identificati da una targhetta che ne indica il nome. Tutto è sovrastato da altissime pareti rocciose sulle quali si può ammirare un ricco campionario della flora rupestre, primo fra tutti in bellezza il Raponzolo di roccia.

Dopo essere saliti, si ridiscende quindi per raggiungere la conca tra le due grotte principali, completamente circondata dalle freschissime acque sorgive ed immersa nel verde di piante secolari che poco fa avete visto nelle foto. Da qui bisogna raggiungere il punto di imbarco per iniziare la visita alla grotta (ricordate di prendere subito il numero appena arrivati)… eh sì, proprio imbarco, perché l’ingresso è costituito da un piccolo lago che si attraversa con una imbarcazione gestita dalle guide, che nel frattempo iniziano a raccontare i segreti di questo piccolo angolo buio.

Devo dire che la grotta è decisamente piccola, ma la visita è alquanto suggestiva, inoltre le guide sono magnanime di informazioni e di storie, alcune delle quali mitologiche, che rendono il tutto molto affascinante.

Il tempo di riabituare gli occhi alla luce e prendiamo la via per tornare alla moto, ci aspetta ancora un pezzo di viaggio importante. Proseguiamo sulla SS47 per poi imboccare lo svincolo e per prendere la SP73, una strada dall’asfalto inclemente ma dalle curve a gomito entusiasmanti che regalano scorci particolari.

Arriviamo qui a cavallo dell’ora di pranzo, ma disgraziatamente nel tragitto ne incontriamo solo uno che ovviamente è chiuso per ferie… poco male, proseguiamo sino a raggiungere l’Altopiano, precisamente ci fermiamo a Foza, uno dei famosi Sette Comuni. Posso con certezza dirvi una cosa: era da un po’ che volevo fare questo giro in moto, e devo dire che ha meritato tantissimo. Ci sono panorami mai visti, molto particolari, diversi da tutto ciò che abbiamo visto sino ad ora.

Dopo un buon pasto, che come sapete, ci vuole proprio quando si va in moto J riprendiamo la strada con la nostra fedelissima Hornet, ma non prima di scambiare due chiacchiere con un fratello biker della zona. Sì, perché questa strada è molto frequentata da motociclisti. A Foza non c’è molto da vedere e la tappa vera sarebbe Asiago, ma a causa del caos incredibile di veicoli dovuto a una manifestazione, decidiamo di proseguire alla volta di Marostica, rimandando la visita alla piccola città per un’altra volta.

Nell’uscire da Asiago, ci fermiamo un attimo per ammirare il Sacrario Militare di Asiago: uno dei principali ossari militari della Prima guerra mondiale e sorge sul colle del Leiten (pronuncia Laiten).

Da qui percorriamo ancora alcuni chilometri nel cuore dell’Altopiano dei Sette Comuni, che viene anche chiamato Altopiano di Asiago, poiché la cittadina è la principale dei centri. I rimanenti sono: Lusiana, Enego, Roana, Rotzo, Gallio, Foza, Conco. L’altopiano è abitato dalla minoranza etnica dei cimbri, che un tempo si distinguevano, tra l’altro, perché parlavano un particolare idioma di origine germanica, la lingua cimbra appunto, che oggi viene utilizzata solo da pochi abitanti di Roana.

La strada ovviamente ci porta a valle, con lentezza ma sempre con curve e tornanti immersi nel verde, per farci arrivare all’ultima tappa del viaggio di oggi prima di rientrare a casa: Marostica (VI).

Ci troviamo proprio ai piedi dell’Altopiano di Asiago, in un paese fortificato le cui origini risalgono all’epoca preistorica. Passò sotto il dominio di Ostrogoti, Bizantini e Longobardi per arrivare poi sotto il dominio della famiglia degli Ezzelini, in seguito degli Scaligeri e infine di Cangrande della Scala. Naturalmente verso la fine del 1400 rientra nei possedimenti della Serenissima, pur rimanendo amministrativamente di Vicenza. Dei conflitti mondiali va sicuramente ricordato l’episodio del gennaio 1944, quando 4 giovani partigiani sacrificarono la propria vita con la fucilazione nel cortile del castello Inferiore per la Resistenza. Al poco fa nominato Cangrande della Scala si deve il progetto urbanistico che ha dato a Marostica l’assetto di borgo medievale in stile romanico. I due castelli risalgono a pochi anni dopo (1359-1375) e nel 1372 venne eretta la cinta muraria (sopra vedete una delle quattro porte di accesso).

La famosa Piazza degli Scacchi, che ogni due anni ospita la famosissima partita degli scacchi viventi, è sovrastata dal Castello Inferiore, di forma rettangolare, costruito a recinto con un imponente torrione. “Purtroppo” quando arriviamo troviamo tutto transennato perché è proprio il fine settimana in cui si svolge (a pagamento) la partita degli scacchi viventi…

Marostica non possiede solo questo di castello, infatti è sovrastata, dall’altura vicina, da quello Superiore. Ai due manieri e alla piazza con pavimento scaccato è legata una leggenda, come nelle migliori tradizioni… si narra che nell’anno 1454, quando la città era sotto il dominio della Repubblica di Venezia, il castellano di Marostica Taddeo Parisio nutriva dei dubbi circa la scelta del futuro marito della figlia Lionora. Due erano i rivali alla mano della donzella: Rinaldo d’Angarano e Vieri da Vallonara. Taddeo decide quindi di concedere in sposa la figlia a colui che avesse vinto una partita a scacchi, mentre il perdente avrebbe sposato la sorella Oldrada, più anziana ma ancora di gradevole aspetto. Tale sfida si svolse, appunto, la seconda domenica di settembre del 1454, e ancora oggi, gli scacchi viventi hanno luogo il secondo fine settimana di settembre, sempre in anno pari. Dal “duello” uscì vincitore Vieri da Vallarona, con grande gioia di Lionora, che ne era da tempo innamorata in segreto, e quindi Rinaldo andò in sposo a Oldrada.

Qui si conclude il nostro bel viaggio di oggi…

Info strade

Dal punto di vista panoramico sono bellissime, soprattutto la parte che inizia a inerpicarsi dalle Grotte a Foza e poi quella da Foza ad Asiago.

Come asfalto invece siamo messi abbastanza male, in generale. L’unica parte decorosa è quella che va da Bassano alle Grotte.

Rifornimento carburante: Distributori di benzina ne trovate a Bassano e poi a Foza e in seguito ad Asiago. Da Asiago fino a Marostica più nulla.

Dove mangiare

Hotel Ristorante AlpiVia Roma, 14  Foza (Vi): piatti della tradizione ma non solo. C’è possibilità di pranzare all’esterno, ma i tavoli sono pochi. Consigliati i bigoli mori al ragù d’agnello con ristretto di vino rosso e mirtilli, gli gnocchi di zucca con ricotta affumicata, gli affettati speciali e di selvaggina e la mousse allo yogurt con salsa di fragole.

Pasticceria Chiurato – Via Mazzini, 50 Marostica (VI): questa attività, che si è guadagnata l’annovero sul Gambero Rosso 2015, ha una scelta di delizie dolci veramente eccellente. Per la merenda pomeridiana è assolutamente perfetta.

 

Informazioni utili

Grotte Oliero – Via Oliero di Sotto, 85 – Valstagna (VI)

Fiocchi di Luce – concorso internazionale piromusicale che si svolge a febbraio presso l’aeroporto di Asiago.

Schella Martz (pronuncia: Scella Marz) – storica festa di origine cimbra per festeggiare l’arrivo della primavera, si svolge gli ultimi giorni di febbraio.

Tiro dei ovi – manifestazione che si tiene ogni anno in centro a Gallio, nel giorno di Pasquetta. Gruppi di ragazzi, dal sagrato della Chiesa, lanciano uova sode colorate, sulla piazza principale del paese, sfidandosi in tiri di lunghezza e di precisione.

Pellegrinaggio al Monte Ortigara – la seconda domenica di luglio di ogni anno si svolge presso la chiesetta di Cima Lozze, nei pressi della Zona Monumentale dell’Ortigara, una cerimonia in ricordo dei Caduti che persero la vita nel tentativo di conquistare la montagna.

Festa del Prunno – si tiene nel giorno di S. Rocco, 16 agosto. Nel pomeriggio al Prunno, verde anfiteatro in mezzo al bosco a circa due chilometri da Asiago, si svolgono numerosi giochi. Verso sera vi è l’elezione della “Reginetta del Bosco” e delle damigelle.

Formaggio sotto il cielo di Asiago – degustazioni di formaggi in centro ad Asiago. Si svolge anche una visita guidata alle malghe.

Festa della patata – si tiene a fine estate la festa della patata di Rotzo.

Sagra del Sedano – 8 settembre a Rubbio. Il Sedano di Rubbio è noto per le sue doti culinarie e mediche, è inserito nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari definiti tradizionali dalle regioni.

Partita scacchi viventi –  a Marostica (VI) il secondo fine settimana di settembre, ogni due anni, negli anni pari.

 

Prodotti tipici

  •  Formaggio Asiago
  • Torta Ortigara
  • Ciliegia di Marostica
  • Sedano di Rubbio
  • Patata di Rotzo

 

Ricetta collegata

 

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