Mototour nella Val d’Ayas

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Valle d’Aosta (AO) KM 158: Pollein → Monte Rosa → Forte di Bard → Issogne → Pollein

Al cospetto del Monte Rosa con visita all’elegante Castello di Issogne e all’imponente Forte di Bard.

Il viaggio di oggi è abbastanza lungo, soprattutto in tempo più che in km, non solo per il traffico che contraddistingue la SS26 nei pressi dei centri abitati, ma anche perché c’è tanto da vedere e conoscere.

La prima tappa è quella più lontana del percorso, ossia il Gressoney-Saint-Jean per arrivare poco dopo a Staffal, ai piedi del lato valdostano del Monte Rosa. Da Pont-Saint-Martin si abbandona la statale e si inizia un percorso di pochi ma divertenti chilometri che si inerpicano velocemente al lato della montagna per condurci nella Valle del Lys, che prende il nome dal ghiacciaio più esteso del massiccio.

Qui si può anche visitare il Castello Savoia (località Belvedere), fatto costruire dalla Regina Margherita, grande amante della montagna e di questi luoghi, dove già aveva lungamente soggiornato presso Villa Margherita (oggi sede del Municipio).

Il Castello ha fattezze fiabesche ed è stato la casa della Regina per lungo tempo, soprattutto dopo che divenne vedova. Qui accolse molti artisti e letterati, tra i quali anche Giosuè Carducci sino alla sua morte nel 1925, che avvenne però a Bordighera. Qui arriviamo in tardissima mattinata, dopo aver inseguito il Torrente Lys lungo la strada che vi si srotola accanto, e qui pranziamo. Subito dopo esserci rifocillati proseguiamo per gli ultimi, pochi, chilometri verso da Staffal e dalla vista più vicina possibile del Monte Rosa.

Dobbiamo però vedere molto altro oggi, e francamente siamo anche dispiaciuti di non avere il tempo per visitare il Castello Savoia. Dobbiamo però proseguire verso il famosissimo Forte di Bard, un complesso fortificato che sorge in cima al borgo omonimo (foto da internet) e che è stato il set dell’ultimo episodio della saga degli Avengers: The Avengers: Age of Ultron (anno 2014).

Dal parcheggio a livello strada si sale con l’utilizzo di un ascensore che dal parcheggio arriva all’entrata del forte, per poi proseguire in 3 parti con ascensori panoramici che conducono sino alla cima più alta, dove hanno anche sede le mostre temporanee.

Storicamente si trova traccia di un presidio ostrogoto in questo luogo già dal VI secolo, grazie alla posizione strategica per il controllo della zona, ma la zona del borgo risulta abitata già dal neolitico.

Riedificato nel XIX secolo da Casa Savoia ha visto un lungo periodo di abbandono, al termine del quale è stato totalmente restaurato con interventi ispirati al recupero conservativo per essere poi aperto ai visitatori nel gennaio 2006.

Una volta giunti in cima scendiamo verso la base del forte a piedi per poi andare alla scoperta del piccolo e grazioso borgo di Bard, annesso al circuito dei borghi più belli d’Italia nel 2012 e comune più piccolo della Valle d’Aosta. Per lungo tempo è stato dominio della signoria dei Bard, il cui influsso si estendeva lungo tutta la vicina valle di Champorcher.

Per la sua posizione strategica, al centro della profonda ed angusta gola era considerato, nell’antichità, un sicuro baluardo contro le invasioni e infatti il forte che sovrasta l’abitato ha resistito in modo più che egregio a molti tentativi di espugnazione. Inoltre il rapporto tra gli abitanti del borgo e del forte è sempre stato di scambio: i primi fornivano cibo e i secondi fornivano protezione.

Manca però all’appello del road book giornaliero di viaggio il Castello di Issogne, che ci è stato fortemente consigliato per la visita da diverse persone… e in effetti ne vale assolutamente la pena. Un appunto, provate ad arrivare per l’ultima visita della giornata, se avrete fortuna sarete soli con la guida… impagabile. Il Castello di Issogne è citato in una bolla di papa Eugenio III del 1151, che attesta la presenza ad Issogne di una casaforte di proprietà del vescovo di Aosta ma molto probabilmente il sito era già sede di una villa romana.

Appena entrati si ha subito un momento di incredulità per la meraviglia del cortile interno: nel centro si trova la celebre e bellissima fontana del melograno, ancora oggi attiva e momentaneamente spenta per motivi di restauro.  Il melograno è interamente in ferro battuto, ma c’è una particolarità: l’albero presenta i frutti del melograno mentre il fogliame, forse per ragioni simboliche volute dall’artista, è quello di del la quercia. Fatta probabilmente realizzare da Giorgio di Challant come dono per le nozze del suo pupillo Filiberto di Challant con Louise d’Aarberg nel 1502 ha una forte valenza simbolica: unire la fertilità e l’unità della famiglia rappresentate dal melograno, con i suoi frutti composti da molti grani, con la forza e l’antichità simboleggiati dalla quercia. Fra le fronde del melograno-quercia sono pure inseriti dei minuscoli draghi, sempre in ferro battuto e molto difficili da scorgere.

La scoperta di questo castello, che tra l’altro ha interni ottimamente conservati, anche negli arredi oltre che per i meravigliosi affreschi, custodisce un’altra particolarità… la presenza di numerosi graffiti lasciati nel corso dei secoli dai visitatori e dagli ospiti del castello, dai servitori o dagli stessi castellani, preservati dal fatto che il castello non ha mai subito profondi rimaneggiamenti e testimoni della vita quotidiana che ruotava intorno al maniero.

Solitamente incisi sulle pareti tramite punte metalliche, sono presenti in tutto il castello ma in particolare sono visibili nel porticato del cortile, nei corridoi e nelle strombature di porte e finestre e generalmente le frasi sono in francese, latino o italiano.

Si trovano commenti di viaggiatori tristi oppure sollevati per la loro partenza dal castello, massime sulla vita e sul denaro, confessioni di innamorati e commenti canzonatori. Le lunette affrescate del porticato mostrano, oltre alla firma del pittore maestro Colin, commenti sull’una o l’altra delle professioni raffigurate. Fa un effetto stranissimo vedere questi graffiti e pensare che dove stiamo camminando noi, secoli prima, hanno compiuto i medesimi passi signori e dame ospiti degli Challant.

Info strade

Il problema più grande di questo viaggio è il tempo infinito che serve per compiere il tragitto della SS26 fino Pont-Saint-Martin… veramente lungo causa traffico. Purtroppo l’alternativa è la costosissima autostrada… bisogna scegliere.

Per il resto il manto stradale è generalmente in buone condizioni e non presenta particolarità di rilievo.

Rifornimento carburante: cercate di fare rifornimento vicino all’albergo o comunque vicino ad Aosta, con prezzi decisamente più contenuti rispetto a quelli nelle valli.

Grande attenzione alle autostrade: evitate il più possibile di sfruttare le autostrade, perché i pedaggi sono altissimi, parliamo di 3-4 volte quelli in Emilia Romagna ad esempio… Noi l’abbiamo utilizzata solo il giorno dell’arrivo e quello della ritorno per guadagnare oltre 1 ora su un tragitto veramente molto lungo, altrimenti non ne vale assolutamente la pena.

Dove dormire

B&B Lo Teisson – località Capoluogo –  Pollein (AO): di recente ristrutturazione e a conduzione familiare, è un luogo ideale dove trascorrere giorni di vacanza veramente coccolati. Pulizia eccellente, letto comodissimo, camere spaziose e ottima insonorizzazione delle finestre, indispensabile per le camere che danno sulla strada. Le camere hanno balcone dotato di stendino e posacenere per i fumatori. Il tocco di classe? Bollitore in camera con bustine di tisana per il relax serale. Arredamento in stile classico, elegante e accogliente, ma la vera chicca è la colazione: indimenticabile! Ogni mattina dolcetti diversi, frutta fresca spesso degli alberi da frutto dell’orto, sempre mini croissant perfettamente fragranti e il salato per chi lo desidera.

 

Dove mangiare

Ristorante il Braciere – località Ondro Verdebio 2, Gressoney Saint Jean – 0125 355526 – ottima cucina locale con buon rapporto qualità-prezzo. Durante l’alta stagione (estiva o invernale che sia) è meglio prenotare.

Osteria dell’Oca – Via E. Aubert, 15 (Piazzetta Cavallo Bianco) – Aosta – tel. 0165.231419: ambiente molto particolare e raffinato, decisamente romantico. Prenotando c’è possibilità di cenare all’esterno (e dato il caldo della parte interna, è consigliato per l’estate). Menù molto variegato, ma sicuramente ideali i piatti tipici come la fonduta valdostana. Eccellenti le pizze, dai gusti insoliti e molto gourmand, come quella mortadella, brie, olio al tartufo e mozzarella, oppure mozzarella, zucchine grigliate e basilico, ma anche la deliziosa con cipolle rosse, aceto balsamico e gorgonzola.

Bar Trattoria Genzianella – Località Capoluogo, 8/B – Pollein (AO) – tel. 0165.53586: ambiente familiare con ottima cucina casalinga. Fanno anche pesce… ma francamente non mi sembra il caso dato che è prevalentemente da surgelato. Eccellente la tagliata e i primi. Peccato per i dessert che sono tutti industriali, anche se di buona qualità.

 

Informazioni utili

Forte di Bard –  ecco una serie di parcheggi per auto: 1- Parcheggio pluripiano ai piedi del Forte, tariffa forfettaria senza limiti di tempo diurna 3,00 € (feriali) 4,00 € (sabato, domenica e festivi, agosto) tariffa notturna 1,50 €, è il più comodo… chi arriva in moto può metterla nell’angolo appena fuori l’entrata (ci stanno però massimo 3 moto) senza problemi e a costo 0.  2-  Parcheggio Liéron a circa 300 m dal Forte lungo la SS.26 (gratuito); 3- Parcheggio San Giovanni a circa 200 m dal Forte lungo la SS26 (gratuito).

 

 Prodotti tipici

  •  Boudine (specialità a base di patate bollite, lardo, sangue bovino e suino, spezie, barbabietole rosse)
  • Fontina D.O.P. (preferite quella d’alpeggio)
  • Fromadzo (formaggio)
  • Genepì (liquore)
  • Mocetta (salume con carne di camoscio)
  • Tegole d’Aosta (pasticcini simili alle lingue di gatto)

 

 Ricetta collegata

 Minestra di orzo valdostana

 

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