Passeggiando su due ruote per Val di Ceno e castelli di Parma

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Emilia Romagna (PR) – KM 90 – Castello San Vitale di Sala Baganza – Castello di Felino – Torrechiara – Calestano – Varano dè Melagri – Bardi

Da Sala Baganza a Bardi in un susseguirsi di dolci curve nella Val di Ceno.

 

 

 

Partiamo alla scoperta di alcuni dei castelli del circuito di Parma e Piacenza, che data l’astensione, vedrà anche altri servizi dedicati. Le colline di Parma e Piacenza sono molto scenografiche, e godono di strade godibilissime da punto di vista della guida.

Iniziamo con la scoperta Castello San Vitale Di Sala Baganza (PR), il cui nome è dovuto ai proprietari, i signori Sanvitale, che oltre 300 anni fa lo abitarono.

Ai piedi del Castello si trova lo storico giardino detto “Giardino dei Melograni”, donato dai Romani, che vede al suo centro un’ampia vasca circolare.  Restaurato secondo l’impianto originale settecentesco a cura dell’architetto Pier Carlo Bontempi, venne inaugurato il 26 aprile 2009.

Spesso all’interno del castello vengono allestite mostre… oggi abbiamo potuto vedere quella di Leonardo, ad esempio. Siamo però solo all’inizio, e dobbiamo riprendere la moto per arrivare al vicino Castello Di Felino (PR).  Ci troviamo in un bosco di latifoglie adagiato nelle colline parmensi.

Qui si erge, all’interno di un profondo fossato, il maniero di antica origine, che pare risalga all’anno 1140. Maggiormente certo è che nel 1186, al termine della lotta tra Federico Barbarossa e i Comuni italiani, l’imperatore investì del feudo e del castrum di Felino la famiglia Ruggeri. Secondo cronache locali pare risalga a questo periodo l’edificazione di alcune parti del castello ad opera di questa famiglia.

Dal 1974 il castello è di proprietà privata, adibito ad albergo con ristorante per eventi. E’ però visitabile il giardino esterno con una breve passeggiata.

Dal castello di Felino facciamo una piccola ma doverosa deviazione per raggiungere il famoso e bellissimo Castello Di Torrechiara (PR).

Il maniero di origine medievale (pare risalente al 1200) si erge all’apice del colle, dove tutt’attorno è stato edificato il borgo, il cui accesso è dalla Torre del Rivellino.

Sullo sfondo si può notare la Torre del Leone, la più alta, che sorse con funzione di mastio, era l’originario ingresso al Castello.

Subito dopo la biglietteria ci si inerpica per una strada in ciottolato che conduce all’entrata della Corte d’Onore, e da qui si gode anche di un bellissimo panorama, oltre al fatto che si può capire di quale imponenza sono fatte le mura del castello.

Dicevo della Corte d’Onore, che si estende su una pianta rettangolare di 470 m² dominata dalle torri angolari, al cui centro è collocato il pozzo in mattoni profondo 66 m.

Da sotto al portico si accede all’Oratorio di San Nicodemo e da lì si procede verso le altre sale, riccamente decorate e conservate in modo egregio. Da ogni angolo si ha una vista diversa sulla vallata…

Lasciata la bellezza del Castello di Torrechiara ritorniamo sui nostri passi per pochi chilometri per poi imboccare la SP15, che ci conduce a Calestano (PR) terra di funghi e di colline, di origine medievale sorge sulle pendici dei monti che innalzano dal fianco del torrente Baganza.

Il territorio era già abitato in epoca preistorica, come attestano alcuni manufatti in selce ritrovati in questi luoghi. Tuttavia l’origine del borgo risale al medioevo, quando Calestano era sottoposta alla giurisdizione della famiglia Fieschi. In questo periodo vennero scritti anche gli “statuti calestani”, ossia le leggi fiesche di Calestano, un insieme di ordinamenti che rimase in vigore dal Medioevo sino al 1650, anno nel quale il feudo venne venduto al conte Tarasconi.

Prima di concludere il racconto relativo a Calestano, desidero farvi conoscere una storia molto bella, svoltasi durante la Seconda Guerra Mondiale. Dovete sapere che nel periodo dell’occupazione tedesca, in questi luoghi trovarono rifugio i componenti della famiglia ebrea dei Mattei. Li nascosero nella propria dimora la famiglia Ostilio e Amelia Barbieri, assieme ai figli Giulia, Elena e Alberto. Questa famiglia coraggiosa e altruista venne aiutata dall’allora maresciallo dei carabinieri Giacomo Avenia e del podestà Ugo Gennari. Nonostante la deportazione in Germania del capofamiglia Ostilio, la famiglia continuò il proprio impegno, fino a quando i Mattei vennero trasferiti in montagna, nella vicina frazione di Canesano, sotto l’ala protettiva di don Ernesto Ollari. Qui rimasero sino alla Liberazione. Come ringraziamento e riconoscimento del gesto coraggioso di solidarietà, l’Istituto Yad Vashem di Gerusalemme, il 2 agosto 1999, ha insignito i coniugi Barbieri, il maresciallo Avenia e don Ollari con l’alta onorificenza dei giusti fra le nazioni.

Da Calestano costeggiamo la Riserva Regionale del Monte Prinzera percorrendo la SP39 fino ad attraversare il fiume Taro, per poi immetterci sulla SP28 che ci porta al Castello Pallavicino Di Varano De’ Melagri (PR).

La fortezza è stata costruita nel 1208 per volere del Comune di Parma, e l’edificazione è stata fatta sui resti della preesistente fortificazione dell’XI secolo. Pare che tra le mura del castello si aggiri il fantasma della marchesa Beatrice Pallavicino, che morì in circostanze misteriose nel 1683 all’età di soli 21 anni.

Dopo una breve pausa a Varano de’ Melagri, procediamo accompagnati dalle tranquille acque del torrente Ceno, che dà poi il nome alla valle.

Proseguendo sempre sulla SP28, molto amata dai motociclisti per altro, si raggiunge Bardi, un borgo costruito a 625 metri s.l.m.

Appena prima di entrare nel forte, si può godere di una bellissima vista sulla valle.

Appena entrati si inizia a sinistra percorrendo il camminamento delle mura… uno strettissimo corridoio in pietra, che corre lungo le mura di cinta.

Corredato da feritoie tramite le quali le guardie potevano sia controllare il territorio, sia difenderlo utilizzandole per spararvi attraverso.

Terminato il camminamento si entra nel vero corpo del forte.

Gli ambienti sono stati conservati molto bene e ripristinati i vari luoghi che erano fondamentali per la vita di coloro che lo abitavano, come la cantina, la ghiacciaia, il corpo di guardia, il granaio, il pozzo. Inoltre sono stati allestiti anche due musei e la “casa di una volta”.

Si possono percorrere gli altri camminamenti di guardia tutt’attorno al Castello e godere del bello spiazzo fornito dalla Piazza d’Arme, ossia un ampio prato con funzioni prettamente militari. La Rocca, nel 1731, passò alla famiglia Borbone sino all’Unità d’Italia, quando divenne prigione militare. Successivamente e fino al 1960 fu invece sede Comunale.

 

Info strade

Le strade sono in condizioni medio/buone. In queste zone si godono meravigliosi panorami collinari, le curve, quando presenti, sono generalmente dolci con una percorribilità godibilissima.

Dove mangiare

Albergo Ristorante Fontana – Via Giuseppe Mazzini, 7 – Calestano (PR) – tel. 0525.52155 – www.albergoristorantefontana.com

Dove mangiare piatti della tradizione, eseguiti con grande  maestria. Ovviamente non manca il fantastico tartufo nero di Fragno, la pasta fresca.

Informazioni utili

Castello San Vitale – Sala Baganza

Castello di Torrechiara

Fiera nazionale del tartufo nero di Fragno –  si tiene generalmente da metà ottobre a metà novembre a Calestano

Prodotti tipici

  • Tartufo nero di Fragno
  • Prosciutto di Parma
  • Salame di Felino
  • Malvasia
  • Parmigiano Reggiano

 

Ricette collegate

 

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