In moto da San Pelagio alla suggestiva Madonna della Corona

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Veneto (PD/VR) – KM 139 – San PelagioPastrengo – Lazise – Rivoli  Veronese – Madonna della Corona 

Alla scoperta dei luoghi di fede e di guerra in contesti suggestivi come il Santuario di Madonna della Corona, incastonato nel fianco della montagna, e il luogo da dove D’Annunzio partì per il famoso volo su Vienna

Questo probabilmente è il viaggio degli antipodi: morte e vita spirituale, passando per un poco di follia… quella di Gabriele D’Annunzio e della storia dell’aviazione. Cominciamo però dall’inizio, dalla prima tappa, da un castello che oggi è ancora castello, ma anche molto altro. Ci troviamo a Due Carrare (PD),  al Castello di San Pelagio, casa dei Conti Zaborra da oltre tre secoli.

All’interno del Castello troviamo il Museo dell’Aria e del Volo, inaugurato nel 1980, che ripercorre la storia del volo umano dagli albori sino ad oggi, passando attraverso la vicenda dannunziana del “Volo su Vienna”. Infatti Gabriele D’Annunzio da qui partì e qui tornò dopo il compimento della mitica impresa il 9 agosto 1918, in qualità di maggiore dell’87° squadriglia “La Serenissima”, sorvolando la capitale austroungarica nemica.

Il castello è dotato di due giardini, il primo è quello che incontriamo appena usciti dall’interno dopo la visita del museo, creato con molte specie botaniche diverse, e molti tipi di bellissime rose.

Durante la visita ci capita di poter vedere dal vivo diversi tipi di velivoli utilizzati nelle Guerre Mondiali, che fanno continuare anche all’esterno il tema dell’esposizione del museo. Il secondo giardino è in realtà un labirinto fatto di siepi di bosso che vuole ricreare il labirinto mitologico del Minotauro.

Dopo una breve pausa caffè al chiosco, riprendiamo la moto alla volta della tappa successiva. La strada che percorriamo è quella più veloce (escludendo l’autostrada) per arrivare nei pressi del Lago di Garda, ma disgraziatamente risulta noiosa, poiché strada extraurbana principale, tutta dritta… ma poco male, perché ci aspettano invece tratti molto più divertenti. Arriviamo a Pastrengo (VR), piccolo paese a pochissima distanza dal Lago di Garda che merita almeno un passaggio, se non altro per vedere il luogo dove, il 30 aprile 1848 si svolse la celebre battaglia ricordata soprattutto per la famosa Carica, condotta da tre squadroni di Carabinieri Reali al comando del maggiore Alessandro Negri di Sanfront, cui era stata affidata la protezione del re Carlo Alberto. Questi, avanzando sul campo di battaglia venne a trovarsi sotto l’improvvisa azione di fuoco degli austriaci. Da qui la carica che contribuì poi a risolvere felicemente le sorti dell’intera battaglia.

Per chi lo desidera, ancora oggi, qui a Pastrengo, il 3° aprile di ogni anno viene riportato in vita questo evento con una rievocazione storica dedicata. Dopo una pausa caffè ripartiamo, attraversando stradine secondarie posate tra vigneti per raggiungere Lazise (VR), un borgo dalle fattezze medievali sulla sponda veneta del Lago di Garda, che per me ha un valore particolare, perché è sempre stata una meta romantica dei viaggi in moto con mio marito. Lazise è una città murata, costruita attorno al Castello Scaligero attorno al IX Secolo, come difesa dalle invasioni degli Ungari.

Noi siamo soliti entrate da Porta Lion, l’accesso meridionale e così chiamata perché reca lo stemma della Serenissima, è adornata da lunghe aiuole di fiori colorati e fa entrare subito nello spirito medievale che pervade tutto il borgo.

Le altre porte di accesso sono: Porta Nuova detta anche del Consignorio a settentrione, realizzata tra il 1375 ed il 1376 ma murata nel 1701 per proteggere il borgo da alcune milizie che stavano depredando il territorio circostante e riaperta nel 1955; e porta Superiore detta anche di San Zeno, posizionata a oriente, l’unica destinata alla popolazione e ai transiti, nella cui nicchia esterna era dipinta in origine una Madonna col Bambino, poi sostituita dall’Aquila Imperiale e infine dall’immagine di San Marco, protettore della Repubblica di Venezia.

Arrivati in Piazza Vittorio Emanuele, svoltando a sinistra, si arriva al Porto Vecchio (e dogana veneta), un tempo punto di grande importanza poiché da qui transitavano le merci. Venne ampliato nel XVI secolo, ma di un arsenale o darsena si ha notizia già a partire dal 1329, realizzato quindi dagli Scaligeri, venne utilizzato dai veronesi prima e dai veneziani più tardi, per la custodia di parte della flotta. Il 19 ottobre 1607 venne però richiesto a Venezia di poter smantellare l’arsenale per trasformarlo in una dogana per le merci.

A questo punto val la pena fare una bella passeggiata sul lungo lago, sul quale si affacciano molti bar… e un aperitivo ci sta proprio bene.

Viene però il momento di riprendere la moto, di allontanarsi leggermente dal lago, attraversando paesaggi campestri che arrivano ben oltre alla vista, per raggiungere Rivoli Veronese (VR) e il suo forte. Già intorno al 1100 sulla Rocca di Rivoli esisteva una fortificazione, il primo importante scontro si ebbe però il 14 gennaio 1797, quando le truppe napoleoniche affrontarono l’esercito austriaco che sembrava dovesse avere la meglio considerata la superiorità numerica, ma Napoleone, riuscì a ribaltare la situazione riportando la vittoria dopo una cruenta battaglia. Purtroppo al nostro arrivo il forte è chiuso al pubblico, e dobbiamo accontentarci di vederne solo uno scorcio da fuori…

Dopo la brevissima tappa a Rivoli Veronese bisogna infilarsi nuovamente i caschi e iniziare l’ultima parte del viaggio di oggi, quella che si concluderà con una vera e propria chicca. Ma prima c’è da fare un poco di strada, che qui inizia a inerpicarsi delicatamente sulle colline, e dove, in lontananza, si scorge ancora uno spicchio del Lago di Garda.

Ma per la serie “vi stupiremo con effetti speciali”, una volta arrivati poco fuori dal paesino di Spiazzi, precisamente a Caprino Veronese, troverete un parcheggio e le indicazioni per arrivare a Madonna della Corona. Vi consiglio di fare la discesa a piedi per godere a pieno dei suggestivi punti di sosta della Via Crucis, identificati con sculture veramente molto belle, che hanno come sfondo paesaggi bellissimi.

Ma soprattutto, con la discesa a piedi potrete assaporare lo scorcio più bello, quello finale, quello che vi lascerà a bocca aperta… una chiesa costruita sul costone della montagna…

Madonna della Corona è stata costruita nel XV secolo, quando ancora era utilizzata solo come romitaggio, ossia come luogo di dimora per gli eremiti. La prima chiesa venne inaugurata nel 1530, e dopo la visita del vescovo Gian Matteo Giberti divenne santuario nel 1625, quando i cavalieri di Malta fecero riedificare la chiesa, poi completata nel 1680.

Inizialmente noto col nome di Santa Maria di Monte Baldo, il santuario venne modificato nel corso degli anni, e nell’Anno Santo 1975 iniziarono dei lavori per la ristrutturazione della chiesa, quando venne scavata la roccia per ampliarla. La consacrazione risale al 4 giugno 1978, e il completamento della ristrutturazione venne fatto in onore della visita di Papa Giovanni Paolo II il 17 aprile 1988 (nel luglio del 1982 lo stesso papa aveva elevato il santuario alla dignità di basilica minore). Prima di rientrare ci godiamo questo angolo di mondo veramente suggestivo e particolare…

Info strade

La SS434 chiamata Transpolesana è una strada extraurbana principale con limite quasi perenne dei 90 km/h. Oltre che noiosa è anche in cattivo stato di manutenzione, quindi prestate attenzione alle svariate buche. Risulta inoltre pericoloso lo svincolo al termine della strada, una volta giunti a Verona, a causa della diminuzione di una corsia e dell’inserimento di auto da un’altra strada, e tutto in curva.

Le strade che costeggiano il Lago di Garda sono generalmente molto trafficate, quindi prestate attenzione.

Rifornimento carburante: preferite farlo nelle zone esterne rispetto al Lago di Garda, poiché in queste il prezzo al litro è in genere maggiore in una forcella che va dai 40 centesimi fino anche a 1 euro.

 

Dove mangiare

Bar la Passeggiata : Strada Provinciale 8, Spiazzi (VR):  ritrovo di motociclisti per un caffè con vista panoramica sul Lago di Garda. Sconsigliato per il pranzo però.

 

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