Marmellata di limoni

print

Un profumo intenso regalato dall’uso delle bucce, che contengono gli oli essenziali, e consentono di ottenere una marmellata veramente meravigliosa. La potrete spalmare su una fetta di pane o come ingrediente speciale nelle preparazioni dolci, come ho fatto io con i soffioni abruzzesi, che sono in pubblicazione questo venerdì.
Buon viaggio in cucina…

Dosi per 4 vasetti da 300 gr cad.
Preparazione 45 minuti + 2 giorni di riposo
Cottura 30 minuti
Difficoltà: facile

Ingredienti

  • 1 kg di limoni biologici
  • 500 gr zucchero di canna
  • 1 busta di addensante per confetture biologico (circa 16 gr)
  • 1 cucchiaio di rum bianco

 

Procedimento

Punzecchiate i limoni con i rebbi di una forchetta, poi metteteli in una ciotola piena di acqua fredda e fate riposare per 2 giorni cambiando l’acqua 2-3 volte al giorno. Con questo procedimento i limoni perderanno l’eccesso di amaro.

Trascorsi i giorni di riposo eliminate gli apici dei limoni, poi tagliate a pezzettoni ed eliminate i semi.  Mettete tutto in una casseruola con lo zucchero e portate a bollore, mescolando di tanto in tanto. Una volta raggiunto il bollore, prelevate tutto il composto e frullatelo nel mixer, poi rimettete tutto nella casseruola, aggiungete l’addensante e riportate a bollore, cuocendo per circa 15 minuti su fiamma bassa. Spegnete quindi il fuoco, unite il rum bianco, mescolate bene e riempite i vasetti.

Chiudeteli ermeticamente e fateli riposare sottosopra per 15-20 minuti, poi rimetteteli dritti e fateli raffreddare completamente. Consumate la marmellata dopo un paio di giorni. Conservate in luogo fresco, asciutto e buio per massimo 2-3 anni.

E siamo pronti in tavola!

Note

  • Non eliminate il rum bianco, perché aiuta a mantenere un colore vivido e dona un gusto delicato, inoltre, dato che l’alcol evapora grazie al calore della marmellata, potrete più che tranquillamente darla anche ai bimbi.
  • Il procedimento di mettere i vasetti con contenuto caldo sottosopra si chiama auto sterilizzazione: si sfrutta il calore per creare il sottovuoto, evitando di procedere al bagnomaria.

 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *