La Valtournenche in moto

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Valle d’Aosta (AO) KM 104: Pollein → Cervinia → Lago Maen → Fenis → Pollein

La salita fino al mitico Cervino passando per grotte e il  Castello di Fenis, che incute timore e rispetto.

A essere sincera quella che sto per raccontarvi è stata la prima tappa fatta nelle vacanze valdostane, e da qui ho, anzi, abbiamo subito capito che sarebbero state meravigliose vacanze.

Dopo tanti anni di viaggi in Italia non abbiamo ancora smesso di stupirci di quanta bellezza esista in questo Paese, che per quanto piccolo è assolutamente un concentrato di meraviglie naturali. La prima tappa di oggi è Breuil-Cervinia (AO), e per raggiungerla dobbiamo solcare il fondo della Valtournenche, luogo che era già abitato sin dalla preistoria.

Nel medioevo acquistò poi importanza per i commerci che si svolgevano attraverso il colle del Teodulo e fino XIV secolo appartenne alla famiglia nobile dei Challant-Cly. Dopo la ribellione dell’ultimo signore di Cly, passò sotto la diretta sovranità del conte di Savoia che lo fece amministrare dai suoi castellani fino al 1550. Da qui in poi esso fu passato, come feudo, di signore in signore.

La grande importanza turistica arriva dal XIX secolo per via della crescente passione per l’alpinismo, e per la presenza del monte Cervino, la cui conformazione particolare e la difficoltà della discesa attirarono fior fiore di alpinisti. La vetta del Monte Cervino venne conquistata il 14 luglio 1865 da Edward Whymper e dai suoi sei compagni di scalata ma tre giorni dopo venne il turno della spedizione di Jean-Antoine Carrel, originario di Valtournenche.

Qui si deve assolutamente scendere dalla moto e godersi per un attimo la spettacolare imponenza delle Alpi, che si manifesta attraverso il Cervino, ma anche per respirare a pieni polmoni l’aria fresca e frizzantina, pulita e tersa grazie ai 2050 metri s.l.m.

Avvicinandosi l’ora del pranzo non possiamo farci scappare l’opportunità di mangiare in un posticino davvero singolare che avevamo adocchiato durante la salita… Francamente pranzare all’aperto e a strapiombo su un orrido non capita proprio tutti i giorni.

Questo orrido è stato modellato nel corso dei secoli prima dal ghiacciaio del Cervino e in seguito dal torrente Marmore. Sul sentiero che conduce all’entrata davanti alla vecchia casa si possono scorgere le tre marmitte dei giganti (pentole), dette così per la loro forma grandiosa.

Passando su un ponte di legno costruito all’interno della voragine, si scorgono, i nomi di Jean Antoine Carrel, Giuseppe Vittorio Emanuele Maquignaz e Alessandro Pellissier: era il 1865 quando i tre si calarono nella spaccatura e scoprirono la grotta, decidendo, in seguito, di costruire dei pontili per esplorarla nei dettagli. Proseguendo al suo interno, è possibile ammirare una meravigliosa cascata alta 10 metri che cade in una marmitta dei giganti larga 5 metri e fuoriesce a destra. Entusiasmante è osservare le pareti erose con le varie venature verdi-grigiastre del granito confuso con altre pietre, le varie conche e spaccature. Siamo nelle Grotte della Busserrailles oggi di proprietà privata.

Terminata questa affascinante parte della giornata ci dirigiamo verso il Lago Maen per fare una pausa post pranzo e goderci la pace che qui regna, interrotta di tanto in tanto solo dal rumore di qualche macchina e moto.

Siamo all’interno di una riserva, il cui cuore è questo lago artificiale, attrezzato ai bordi per pic-nic, pescabile nella bella stagione e attrezzato con piste per lo sci di fondo ai bordi nella stagione invernale. Impagabile una siesta sotto i larici. Non vi nascondo che durante la pausa ho anche fatto scorta di pigne di larice per i lavoretti natalizi, nonostante le proteste di Luca, ma d’altro canto se ci stanno nello zaino…

Dobbiamo però andare, a questo punto, verso il caldo e verso uno dei più bei castelli valdostani… il Castello di Fenis.

Edificato con caratteri che uniscono quelli della fortificazione e quelli della residenza signorile è noto per la sua straordinaria architettura che, con le torri e le mura richiama la storia, la vita e l’arte del Medioevo, ma al contempo evoca un certa inquietudine in coloro che lo osservano, con lo scopo di far desistere eventuali assalitori.

Il maniero è la sintesi di diverse campagne costruttive succedutesi negli anni, per lo più poste in essere dalla casata degli Challant: lo arricchirono di eleganti decorazioni pittoriche per adeguarlo a sede di rappresentanza e lo dotarono dell’imponente apparato difensivo, a testimonianza di potenza e prestigio.

Purtroppo le vicende che segnarono la storia della nobile famiglia, dopo le seconda metà del ‘400, condussero il maniero a un lento degrado. Nonostante ciò, ci viene consegnato in epoca moderna e in splendida forma grazie al recupero effettuato da Alfredo d’Andrade che lo acquistò nel 1895 e, dopo averne restaurato le parti più rovinate, lo donò allo Stato.

Ancora oggi il castello, di proprietà dell‘Amministrazione regionale, si presenta in una veste rinnovata dal recente riallestimento e la visita guidata è veramente interessante e a tratti avvincente. Tra l’altro, al termine di questa, tenetevi qualche minuto per conversare con la guida (che generalmente ne è felice) per fare alcune domande di approfondimento, ne varrà la pena, soprattutto perché vi sono molte informazioni a disposizione degli studiosi grazie alla quantità di documenti rinvenuta. Nel 1896 il Castello di Fènis è stato dichiarato monumento nazionale.

È ora di lasciare anche questo luogo particolare, che all’interno delle sue mura ha visto vite, morti e intrighi, che è passato dalla gloria, al declino sino all’ammirazione dei tanti visitatori di oggi… al prossimo viaggio.

Info strade

La strada da percorrere per questo viaggio è la SP46… che dire… un numero una garanzia. Percorso divertente con asfalto buono e panorami eccezionali.

Rifornimento carburante: cercate di fare rifornimento vicino all’albergo o comunque vicino ad Aosta, con prezzi decisamente più contenuti rispetto a quelli nelle valli.

Grande attenzione alle autostrade: evitate il più possibile di sfruttare le autostrade, perché i pedaggi sono altissimi, parliamo di 3-4 volte quelli in Emilia Romagna ad esempio… Noi l’abbiamo utilizzata solo il giorno dell’arrivo e quello della ritorno per guadagnare oltre 1 ora su un tragitto veramente molto lungo, altrimenti non ne vale assolutamente la pena.

Dove dormire

B&B Lo Teisson – località Capoluogo –  Pollein (AO): di recente ristrutturazione e a conduzione familiare, è un luogo ideale dove trascorrere giorni di vacanza veramente coccolati. Pulizia eccellente, letto comodissimo, camere spaziose e ottima insonorizzazione delle finestre, indispensabile per le camere che danno sulla strada. Le camere hanno balcone dotato di stendino e posacenere per i fumatori. Il tocco di classe? Bollitore in camera con bustine di tisana per il relax serale. Arredamento in stile classico, elegante e accogliente, ma la vera chicca è la colazione: indimenticabile! Ogni mattina dolcetti diversi, frutta fresca spesso degli alberi da frutto dell’orto, sempre mini croissant perfettamente fragranti e il salato per chi lo desidera.

 

Dove mangiare

Caffè Ancien – Paquier – Frazione Capoluogo, 31, 11028 Valtournenche: ci si può prendere una pausa golosa nella terrazza gustandosi il panorama. Consigliata la cioccolata calda con caffè e panna fresca montata.

Antica Trattoria Lo Gurfo –  Loc. Gouffre des Busserailles , Valtournenche (AO) – tel. 0166.92589: cucina valdostana o del territorio, particolari, come i tortelloni ripieni di formaggio e ortiche conditi con burro fuso e granella di nocciole. La location è spettacolare, purtroppo il cestino del pane non è all’altezza e il coperto è particolarmente alto (€ 3,00 cad.) ma ci può anche stare visto il contesto.

Osteria dell’Oca – Via E. Aubert, 15 (Piazzetta Cavallo Bianco) – Aosta – tel. 0165.231419: ambiente molto particolare e raffinato, decisamente romantico. Prenotando c’è possibilità di cenare all’esterno (e dato il caldo della parte interna, è consigliato per l’estate). Menù molto variegato, ma sicuramente ideali i piatti tipici come la fonduta valdostana. Eccellenti le pizze, dai gusti insoliti e molto gourmand, come quella mortadella, brie, olio al tartufo e mozzarella, oppure mozzarella, zucchine grigliate e basilico, ma anche la deliziosa con cipolle rosse, aceto balsamico e gorgonzola.

Bar Trattoria Genzianella – Località Capoluogo, 8/B – Pollein (AO) – tel. 0165.53586: ambiente familiare con ottima cucina casalinga. Fanno anche pesce… ma francamente non mi sembra il caso dato che è prevalentemente da surgelato. Eccellente la tagliata e i primi. Peccato per i dessert che sono tutti industriali, anche se di buona qualità.

 

Informazioni utili

Visita Grotte di Busserrailles – bellissime in ogni stagione (anche in inverno con le stalattiti e stalagmiti di ghiaccio) – biglietto € 2,00 da fare alla cassa del ristorante Lo Gurfo.

festival cinematografico Cervino Cinemountain –  a Breuil-Cervinia ogni anno.

La Féta dou Boulì  (sagra del bollito misto) – Breuil-Cervinia – ogni anno, verso la metà di luglio, con serata musicale.

festa tradizionale di San Lorenzo – Breuil-Cervinia – ogni anno, nella prima metà di agosto, dove la presenza del falò si sposa perfettamente con la musica e la degustazione di prodotti tipici valdostani.

Veillà – località Crétaz – ogni due anni, verso la fine di agosto la tradizionale rievocazione storica di antichi mestieri e arti.

Castello di Fenis

 

Prodotti tipici

  •  Boudine (specialità a base di patate bollite, lardo, sangue bovino e suino, spezie, barbabietole rosse)
  • Fontina D.O.P. (preferite quella di alpeggio)
  • Tegole d’Aosta (dolcetti tipici simili alle lingue di gatto)
  • Fromadzo (formaggio)
  • Genepì (liquore)
  • Mocetta (salume con carne di camoscio)

 

Ricetta collegata

 Involtini di Fenis

 

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