La strada della Serra e il Passo del Penice

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Piemonte (BI)  – Lombardia (PV)  – Emilia (PC)  – KM 210 – Settimo Vittone → Ricetto di Candelo → Vercelli → Varzi → Passo del Penice → Bobbio 

Un unico percorso che tocca tre regioni solcando uno dei passi collinari più amati dai motociclisti e attraversa il mare d’oro delle campagne coltivate a riso.

Questo percorso di viaggio parte da Settimo Vittone e ci porta a percorrere la Strada della Serra SP 419 che solca la Serra di Ivrea, un rilievo morenico di origine glaciale risalente al periodo quaternario.

Per la maggior parte la SP si snoda in molti tornanti attraverso il bosco e man mano che si sale, alcuni scorci danno l’opportunità di godere della vallata appena abbandonata.

Una volta superata la cima si scollina in Piemonte e da qui mancano pochi chilometri per raggiungere Ricetto di Candelo (BI), un luogo che all’esterno pare il classico borgo fortificato ma in realtà risulta essere una vera chicca medievale.

Nella foto potete vedere l’unica possibilità di accesso al ricetto, ossia una massiccia torre a forma di parallelepipedo in massi squadrati nella parte inferiore e in mattoni nella parte superiore, con due aperture verso l’esterno, una più grande per i carri e una più piccola per i pedoni, chiuse da altrettanti ponti levatoi.

Non si sa quale sia l’anno esatto dell’inizio della costruzione, ma la prima menzione scritta risale all’anno 988, in un documento in cui Ottone III ne conferma il possesso al feudatario Manfredo, salvo poi, l’anno successivo, conferire il borgo al feudo facente capo alla Chiesa vercellese.

Di certo è da qui che dobbiamo entrare in quella che è una struttura fortificata protetta all’interno di un paese dove si accumulavano i beni agricoli, in particolare vinicoli, del signore locale o della popolazione, ma non solo … infatti questo luogo fortificato aveva anche occasionale funzione difensiva: al suo interno si ritirava la popolazione in caso di attacchi dall’esterno. Considerata poi la vocazione vinicola della zona, già dai tempi antichi, si può considerare il Ricetto come una sorta di cantina sociale ante litteram.

Il ricetto è composto da circa duecento edifici denominati cellule che occupano un’area di circa 13.000 m2 dalla forma pentagonale e con un perimetro di circa 470 metri. Misura circa 110 metri di larghezza per 120 metri di lunghezza. Il complesso è attraversato da strade, definite con evidente francesismo rue: si tratta in particolare di cinque rue in direzione est-ovest, intersecate da due ortogonali.

La struttura è quasi interamente cinta da mura, con torri cilindriche agli angoli, a esclusione del lato meridionale, dove nel 1819 è stato costruito il palazzo comunale, in uno stile neoclassico decisamente stridente con tutta la parte più antica.

All’inizio del XVI secolo, Sebastiano Ferrero, feudatario del luogo su investitura del duca Filippo II Senzaterra, fece costruire la propria abitazione, di fatto una torre fortificata, che costituisce l’edificio più elevato del ricetto ed è comunemente nota come Casa del Principe. Per poterla edificare vennero sopraelevate le cantine preesistenti, che formavano una delle isole edilizie. La casa-torre era riccamente decorata con affreschi sia all’esterno sia all’interno, purtroppo manomesse dalle modifiche effettuate e dal trascorrere del tempo.

Esiste anche un’antica leggenda, peraltro mai confermata, che si collega ad un’altra pare che dalla torre angolare di sud-ovest si dipani una galleria che conduce in riva al torrente Cervo.

Passeggiare in questo micro paesino che sembra creato apposta per un presepe fa un certo effetto, ed è veramente molto romantico, oltre al fatto che oggi quasi tutte le celle sono state affidate ad associazioni, alcune delle quali vendono i prodotti da loro creati, come ad esempio legno intagliato, prodotti di cera d’api, ricami…

Dopo questo viaggio nel Medioevo bisogna però risalire sulla sella e andare verso casa, verso l’Emilia, e il modo migliore per salutare il Piemonte è quello di passare attraverso una porzione di terra che forse più di altre ne è l’emblema: le campagne di Biella e Vercelli.

La cosa stupefacente è vedere campi interi colorati dell’oro del riso maturo, che attende di essere raccolto e la strada che si percorre taglia questo mare profumato di riso tostato… un’esperienza incredibile, soprattutto se fatta in moto, perché si possono percepire profumi e colori senza barriere, rimanendo veramente incantati.

Attraversiamo più volte la linea di confine tra Piemonte e Lombardia, pennellando la strada che sovrasta appena la vallata, fino a giungere a Varzi (PV), che si trova ai piedi del Passo del Penice nella Valle Staffora.

Da Varzi, che vale una breve sosta se non altro per acquistare il famosissimo salame, di origini antiche, veniva persino servito nel XII secolo come pietanza prelibata: i marchesi  Malaspina, un’indiscussa famiglia longobarda , lo servivano agli ospiti durante pranzi e cene.

La salita al PASSO DEL PENICE (PC) è una serie di curve e tornanti molto stretti che si inerpicano verso la cima dell’omonimo monte, valico di collegamento tra la Val Staffora in Lombardia e la Val Trebbia in Emilia. Il manto stradale potrebbe essere decisamente migliore, sono sincera, ed è anche parecchio sporco per la presenza consistente di soprattutto essendo in moto è bene adottare un’andatura moooolto rilassata per evitare brutti inconvenienti.

Nel piazzale del passo, al centro del parcheggio, si trova la statua di San Colombano, patrono e protettore dei motociclisti. Qui ci concediamo un meritato e lauto pasto, per riprendere le forze e prepararci alla discesa e alla rimanente metà di viaggio per tornare a casa, che tra l’altro sarà particolarmente calda purtroppo e una volta a casa, ci sarò da pensare al prossimo viaggio.

 

Info strade

Attenzione quando iniziate la SP 419 (cioè la Strada della Serra) perché stretta e con manto stradale generalmente sporco ai bordi. Attenzione ai veicoli che sopraggiungono dalla parte opposta, soprattutto nei tornanti.

Importante: la strada che porta al Passo del Penice è decisamente sporca, con forte presenza di sbriciolato sull’asfalto e manto stradale particolarmente sconnesso in molti punti. Preferite affrontarlo dal lato che vi consiglio poiché quello dal lato emiliano è ancora peggio. Prestate molta attenzione, anche agli altri motociclisti che qui scorrazzano

 

Dove mangiare

 Lo Scarpone – Passo del Penice, 1 – Bobbio (PC): unico ristorante proprio in cima al passo, frequentatissimo dai motociclisti (e da ciclisti), serve ottima cucina casalinga, abbondante e fatta in casa. Rapporto qualità-prezzo eccellente. Consiglio: prenotate oppure cercate di arrivare presto (12.00/12.30 massimo) perché si riempie in un attimo se volete pranzare fuori.

 

Informazioni utili 

Festa di Sant’Antonio –  Ricetto di Candelo (BI) a gennaio, con sfilata di cavalli e carrettieri.

Carnevale storico – Ricetto di Candelo (BI) – a febbraio-marzo presenta una rievocazione della controversia fra i candelesi e il signore del luogo, Sebastiano Ferrero

Vinincontro –  Ricetto Di Candelo (BI) – primo fine settimana di ottobre, con degustazione di specialità locali accompagnate dall’ascolto di musica popolare.

Settembre al ricetto – Ricetto Di Candelo (BI) – con esposizioni dei pittori del borgo, allestimento di mostre e spettacoli di teatro.

 

Prodotti tipici

  • Salame di Varzi D.O.P. creato con il filetto (e per questo tra i più cari)
  • Riso

 

Ricetta collegata

 

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