Cena di una notte di mezza estate

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Questa mise en place nasce da una sera nella quale sono uscita in giardino e mi sono seduta per godere del fresco, della luce evanescente della luna, della natura che col calare del sole diventa misteriosa e affascinante. D’un tratto mi è venuta in mente la commedia di Shakespeare “Sogno di una notte di mezza estate” che ho letto per la prima volta quando ero adolescente, poi ne ho vista la realizzazione a teatro e infine la creazione da cinepresa, al cinema. In ognuna di queste rappresentazioni ho nettamente percepito il sapore evanescente e magico che ho adorato da subito e che mi ha dato l’ispirazione per questa tavola ideata per la piena estate, per una cena in giardino o in terrazzo quando il caldo afoso della giornata lascia il passo a quella deliziosa  brezzolina fresca che invoglia all’incontro con amici, buon vino e buon cibo.

Il mio intento è stato quello di ricreare un angolo che richiamasse il magico mondo di Titania e Oberon, regina e re delle Fate, e del loro bosco magico vicino ad Atene, un mondo soffuso, dai toni delicati, floreali, luccicanti ed evanescenti. Per farlo ho deciso di sfruttare i riflessi e le trasparenze magiche che solo il vetro sa regalare, aiutato, in questo caso, da piccole candele galleggianti nei toni del bianco e del blu.

Ho anche giocato sui colori, con un runner in cotone a fiori dai colori che vanno dal giallo, all’azzurro fino al viola, abbinato a tovaglioli bianchi e piatti di colore blu/indaco (marca Villa d’Este Home Tivoli) che si sposano meravigliosamente con l’ambientazione. A completare il tutto, calici da vino in vetro e bicchieri da acqua color latte. Niente sottopiatti per lasciare l’apparecchiatura più leggera.

Il centrotavola è composto da 2 boule piccole laterali e una centrale più grande, in quest’ultima, oltre alle candele galleggianti, ho aggiunto dei fiori che ho fatto galleggiare grazie a sottili fette di limone. Sul fondo dei sassolini bianchi e un po’ di sabbia verde mela.

Per dare l’idea del bosco e delle fate ho ideato delle coroncine di edera da posizionare attorno a ogni boule di vetro e decorate a loro volta da leggere farfalle di carta velina nei toni sempre del blu.

Qui trovate i tutorial per creare entrambe

Un’idea carina è quella di mettere per ogni posto tavola 3 ciliegie, che potranno essere uno sfizio prima dell’inizio della cena, da servire al posto, o assieme, alle più classiche olive condite.

Ho poi scelto di mettere un cupcakes decorato per ogni posto tavola: sarà un dolce pensiero che ogni commensale potrà portare a casa per la colazione del giorno successivo, oppure potrà scegliere di gustare a fine cena… se avranno ancora posto dopo la cena e il dessert. Per crearli con le vostre mani seguite la ricetta dei Cupcakes, decorandoli come vi faccio vedere nel video al suo interno.

Li ho messi in piccole ciotoline di ceramica e posizionati a tavola su dei sottobicchieri di vimini che conferiscono un’atmosfera più country. Se volete un tocco aggiuntivo, potete utilizzare i cupcakes come segnaposto, mettendo dei cartellini appoggiati alla ciotolina che rechino il nome del vostro commensale.

Qui il video della tavola al tramontare del sole, pronta per accogliere gli ospiti

Vi lascio con l’ultima battuta della commedia, che viene lasciata alle labbra del folletto Puck

“Se l’ombre nostre v’han dato offesa,
Voi fate conto v’abbiano colto
Queste visioni così a sorpresa,
Mentr’eravate in preda al sonno;
In lieve sonno sopiti, ed era
Ogni visione vaga chimera.
Non ci dovete rimproverare
Se vana e sciocca sembrò la storia;
Ne andrà dissolta ogni memoria,
Come di nebbia se il sole appare;
Se ci accordate vostra clemenza,
Gentile pubblico, faremo ammenda.
E com’è vero ch’io son folletto
Onesto e semplice, sincero e schietto,
Se pure ho colpe, non mai ho avuta
Lingua di serpe falsa e forcuta;
Pago l’ammenda senza ritardo,
O mi direte che sono bugiardo.
Ora vi auguro sogni felici,
Se sia ben vero che siamo amici,
E ad un applauso tutti vi esorto,
Poiché ho promesso che ad ogni torto
A voi usato per inesperienza,
Gentile pubblico, faremo ammenda.”

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