Il Roero in moto

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Piemonte (TO / CN) – KM 100 – Carmagnola – Racconigi – Bra  – Guarene – Barbaresco – Magliano Alfieri – Govone – Montà

Le meraviglie enogastronomiche e paesaggistiche del Roero, con le sue colline delicate, i vigneti e i borghi. 

E al termine del trittico di viaggio nelle terre piemontesi vi porto a spasso nel Roero, una regione del Piemonte che prende il nome dalla famiglia dei conti Roero, risalente al medioevo, che in questi luoghi ha avuto i propri domini. La prima tappa di oggi è Carmagnola, una città oggi di dimensioni decisamente grandi, che ebbe fortuna e sviluppo grazie alla coltivazione della canapa.

La costruzione della città è merito della famiglia Aloa. In seguito divenne feudo dei Marchesi di Romagnano, di quelli Del Vasto e infine anche dei Marchesi di Saluzzo, con discendenza aleramica. Quando si dischiude agli occhi  Piazza Sant’Agostino, si nota sullo sfondo l’omonima chiesa, edificata tra il 1406 e il 1437. Alla sinistra della piazza potete ammirare Palazzo Lomellini, uno degli edifici civili più noti della città, edificato tra il 1613 e il 1687. La sua ultima proprietaria, e discendente fu Maddalena Pertusia Lomellini, che lasciò l’edificio in eredità all’Opera di San Paolo, che occupò il palazzo fino a quando divenne di proprietà comunale nel 1939.

Proseguendo nella via che costeggia la chiesa alla sinistra, vi troverete al cospetto della Casa delle Meridiane, un palazzo signorile risalente al 1551, la cui proprietà fu della famiglia Cavassa. La facciata affrescata è stata concepita in funzione dei quadranti solari che vi sono inseriti. A Carmagnola, due sono le chiese più importanti: la prima è la Chiesa della Confraternita di San Rocco (foto sotto), la seconda è la Chiesa Collegiata dei Santi Pietro e Paolo.

Il tempo di fare una passeggiata per le vie medievali del centro e poi risaliamo sulla moto con destinazione Racconigi.

Qui il passaggio è obbligato, perché si tratta di visitare il Castello reale di Racconigi. Nasce dal riadattamento di un’antica casaforte (ossia un’antica residenza signorile medievale fortificata) edificata a sua volta sui resti di un monastero. Dopo aver vissuto secoli di cambiamenti e di modifiche, passò in proprietà a Umberto II. A seguito del referendum del 2 giugno 1946 il castello venne avocato allo Stato Italiano, ma le principesse Jolanda e Giovanna intentarono una causa per illegittimità contro la donazione dello stesso nel 1930 a Umberto II. Alla fine venne deciso dalla Corte di Cassazione che solo un quinto dell’edifico era confiscabile e che comunque lo Stato Italiano aveva diritto di prelazione in caso di vendita. Infine, nel 1980 Umberto II decise di vendere l’intera proprietà allo Stato, ponendo un’unica clausola: che la residenza e tutte le proprietà ad essa annesse, fossero correlati al tema della “conoscenza” e quindi, che ciò determinasse un utilizzo destinato ad attività culturali di tipo divulgativo. Ecco quindi che nel 1994 vi fu la riapertura con creazione dell’attuale polo museale.

E dopo cotanta beltade, ci dirigiamo verso la capitale storica del Roero: Bra (CN). Qui la visita è ad una città molto bella e molto curata, culla del formaggio omonimo e sede storica dell’associazione Slow Food. Il centro storico non è molto grande, ma potrete visitare, dislocati nelle vie interne, molte chiese ed edifici storici di rilievo, oltre a molti musei interessanti, come il museo di storia naturale, quello del giocattolo o quello della bicicletta.

Appena fuori la città, da non perdere è la Zizzola, edificio simbolo viene riportato come segue da un’antica guida: “(…) di proprietà dell’avv. Maffei, elegante e graziosa rotonda che domina la città. Vuole la tradizione che dietro questa villa, su di uno spianato che ancora si ammira, le streghe convenissero una volta a festeggiare il sabato”.

Dobbiamo però lasciare Bra per dirigerci verso la prossima tappa, un piccolo borgo di nome Guarene (CN).

Come quasi sempre in queste zone del Piemonte non si sale mai molto in alto, quindi le strade sono con curve dolci e godibilissime, e la cosa più bella sono i panorami che si apprezzano in sella e non solo. Guarene è stata strategicamente molto importante grazie alla presenza del maniero che la sovrasta, e per questo motivo è stata anche molto contesa. Distrutta all’inizio del XVIII sec. è stata ricostruita sulle rovine rimaste con stile classico.

Dal mini parcheggio alla base del paese si possono vedere le due chiese che accompagnano nel percorso verso la via, diciamo, principale, dove ha sede anche il municipio. La prima che si incontra è la Chiesa dei Santi Pietro e Bartolomeo.

E una curiosità ve la devo raccontare… il piazzale di questa chiesa un tempo era utilizzato come cimitero, delimitato da cancellata. Poi, il fatto che la chiesa fosse in cattive condizioni strutturali e anche piccola per le necessità, fecero prendere la decisione di demolirla per poi ricostruirla, anno 1781.

Proseguendo il percorso ecco che appare con timidezza la seconda: Chiesa di San Michele, proprio accanto al Comune.

È l’edifico religioso  più antico di Guarene, e risale al 1379. E proprio in questa chiesa venne stipulato il contratto di cessione di Guarene alla famiglia Roero. Purtroppo al momento la chiesa è non solo sconsacrata, ma anche inutilizzata, poiché il Comune sta vagliando delle possibilità per sfruttarla a fini culturali. Seguendo invece la strada verso l’apice di Guarene giungerete alla cancellata che vi potrebbe condurre all’interno del Castello.

Oggi è privato e ospita un lussuoso albergo. I giardini sono però visitabili su prenotazione in giornate prestabilite (informazioni a fine servizio). Da qui una breve sosta a Barbaresco è da fare per forza. Questo micro paesino di nemmeno 700 abitanti è padre di uno dei vini DOCG più conosciuti e apprezzati nel mondo, il Barbaresco appunto. In realtà qui sforiamo un pochino, perché sconfiniamo nelle Langhe, ma la sosta è veramente meritata, soprattutto se apprezzate vini robusti dal gusto pieno e aromatico.

Ma il nostro giro mototuristico prevede altri luoghi da vedere, e ci dobbiamo dirigere verso Magliano Alfieri, dove, tornando nel Roero, potremo ammirare il Castello della famiglia Alfieri di Sostegno, che fa parte del circuito “Castelli Aperti”. E per concludere degnamente una giornata a scorrazzare fra regge e castelli nobiliari, non possiamo non fermarci a Govone, un insediamento urbano già presente in epoca romana. Queste sono le terre dei vigneti, dai quali si ottengono prelibatezze come il Barbera, la Bonarda, il Dolcetto e il Nebbiolo. Ma Govone è anche il castello.

Un tempo antica fortezza medievale divenuta possedimento dei Savoia nel 1792, ne fecero la propria residenza estiva. Questa maestosa dimora ebbe anche l’ulteriore fregio di ospitare fra le sue mura il grande filosofo e scrittore francese Jean-Jacques Rousseau.

Oggi è sede del palazzo comunale ed è iscritto nella lista del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. È visitabile poichè fa anche parte del circuito “Castelli aperti”. E dopo una lunga giornata, piena di meraviglie, di bontà culinarie e di panorami fantastici, arriviamo alla nostra base per la notte… Montà. Un paesino piccolo ma ben curato, dove potrete visitare l’Ecomuseo delle Rocche del Roero (vedi informazioni a fine servizio).

E alla fine di questo meraviglioso trittico, dove vi ho portato a visitare Langhe, Monferrato e Roero, alla scoperta di una regione totalmente inaspettata per bellezza e accoglienza… vi saluto e vi do appuntamento al prossimo viaggio.


Info strade

I manti stradali del Piemonte in generale sono mediamente ben tenuti. Nei tratti che percorrerete per raggiungere Montà potreste trovare alcuni punti dissestati a causa di piccole frane bordo strada. Prestate quindi sempre attenzione.

Inoltre le sedi stradali non sono particolarmente larghe, ma le curve sono quasi sempre a vista, quindi nessun particolare problema.

 

Dove dormire

Casa per vacanze Cà Veja – vicolo San Giovanni, 1 – Montà (CN) – tel. 0173.976.201: appartamenti recentemente ristrutturati, puliti e spaziosi. Grande accoglienza della proprietaria, molto disponibile e gentile. Sicuramente molto adatto per soggiorni di diversi giorni, c’è il conforto di casa propria anche per una sole notte. Parcheggio interno alla struttura gratuito, anche per le auto. Essendo un appartamento potete farvi la colazione da soli, oppure andare in uno dei bar del centro, a pochi metri, alcuni dei quali con laboratorio di pasticceria.

 

Dove mangiare

Trattoria Pautassi – Via Boetti, 21 – Govone (CN):  proprio sotto al castello, gode anche di una piccola terrazza con vista sulla valle. La cucina è semplicemente paradisiaca. La chef è eccellente dall’antipasto al dolce. Assolutamente da provare i tajarin ai 40 tuorli al ragù di Fassone e la dacquois (un tipo di meringa) alle nocciole piemontesi con panna montata e fragole fresche… divino è dire poco. E tutto è fatto sapientemente a mano! Oltre ad una carta dei vini di produttori locali divina.

La Dolce Vita – Via Porta Zucchetta, 6 – Carmagnola (TO) – piccolo bar ben curato dove gustare un caffè veramente buono.

Azienda Agricola Gozzellino Sergio – Strada Bricco Lu, 7 – Costigliole d’Asti (CN) – tel. 0141.966.134: vini, vini dolci, grappe.

 

Informazioni utili

Sagra del peperone – Carmagnola (TO) – ultima settimana di agosto e prima settimana di settembre.

Ortoflora e natura – Carmagnola (TO) – nel primo fine settimana di aprile nel Parco Comunale Cascina Vigna. Evento dedicato al giardinaggio e all’orticoltura.

Castello di Racconigi – Racconigi (TO) – € 5,00 e i ragazzi fra i 18 e i 25 anni pagano il 50% in meno… assolutamente da vedere.

Cheese– Bra (CN) – biennale del latte e del formaggio, si tiene nel mese di settembre.

Salone del libro per ragazzi – Bra (CN) – ogni anno a maggio.

Da cortile a cortile – Bra (CN) – ultima domenica di settembre un viaggio enogastronomico attraverso i cortili pubblici e privati della città.

Castello di Guarene – Guarene (CN)

Ecomuseo delle Rocche del Roero – Montà (CN)

Sagra di settembre  Montà (CN) –  prima e seconda settimana di settembre. Con il premio letterario Carlo Cocito, l’apertura del Salotto dov’è possibile cenare e fare aperitivi, la Notte Bianca e la rievocazione storica della battaglia contro i francesi, l’apertura (per un giorno) delle Locande dei Borghi dov’è possibile cenare, lo spettacolo per le vie del paese della Masca Fiorina (la masca era la strega) e lo spettacolo pirotecnico.

Sentiero della Masca Micilina è un sentiero di bassa difficoltà, lungo circa 4 km che parte da Cisterna d’Asti e arriva a Pocapaglia, attraversando Montà, Santo Stefano Roero e altri 4 paesi. Sulle orme della strega Micilina (masca vuol dire strega).

 

Prodotti tipici 

  • Peperone di Carmagnola
  • Vino Roero
  • Roero Arneis
  • Roero Arneis spumante
  • Salsiccia di Bra
  • Formaggio Bra
  • Vino Barbaresco 

 

Ricetta collegata

Linguine al torchio con sugo di verdure al barolo

 

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