In moto nell’incredibile Carnia delle meraviglie naturali

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Friuli Venezia Giulia (UD/PN) –  Km 145 – Sutrio  → Riserva Naturale del Lago di Cornino → Clauzetto  → Grotte di Pradis → Venzone → Gemona del Friuli → Sutrio 

Un percorso mototuristico, ma non solo, per scoprire luoghi unici e incantati come il Lago del Cornino e le preistoriche Grotte verdi di Pradis.

In questo viaggio cercherò di darvi l’idea delle meraviglie naturali presenti in Carnia. Ci sono luoghi completamente fuori dal tempo, che quando si vedono fanno spalancare gli occhi increduli, perché non sembra possibile aver trovato gioielli simili.

Partiamo dalla nostra base, Sutrio (UD), alla volta delle Grotte di Pradis, ma durante il percorso, butto casualmente lo sguardo a destra e, meraviglia delle meraviglie……dietro ai cespugli si intravede appena uno specchio di acqua turchina e di una trasparenza quasi incredibili… ci fermiamo subito! Stiamo ammirando il Lago di Cornino , che dà il nome alla relativa Riserva Regionale Naturale.

Ci troviamo al margine sudorientale estremo delle Prealpi Carniche a pochi passi dal fiume Tagliamento di cui occupa gran parte dell’alveo. L’estensione della Riserva è di 487 ettari, con flora tipica carsica, perciò abbastanza aspra e selvaggia. All’interno della riserva è custodito questo lago di incredibile bellezza. Uno specchio di acqua piccolo e stupefacente, creatosi circa 10000 anni fa creato dalla riduzione dei ghiacci nella zona, che causò anche molte frane. Gli viene data vita da sorgenti sotterranee e il meraviglioso colore è dato anche dalla presenza di praterie subacquee di alghe azzurre.

La Riserva è visitabile ed è legata ad un progetto di preservazione e valorizzazione del Grifone. Da qui, si procede per diversi chilometri in direzione di Clauzetto (PN), un piccolo centro abitato che in sé non ha molto da offrire, se non una spettacolare vista sulla valle del Tagliamento. Per questo motivo è anche denominato “la terrazza del Friuli”. Ma ancora alcuni km sono da compiere per raggiungere le Grotte verdi di Pradis (UD),e garantisco che ciò che si pensa di trovare è nulla a confronto di ciò che realmente si trova…

La prima parte di visita è dedicata alla Grotta della Madonna… detto banalmente è una grotta a volta ipogea, ma nella realtà è un luogo magico, che pare creato veramente in un altro tempo. Regna un silenzio surreale e l’illuminazione rende veramente un senso di profonda spiritualità e invoglia alla riflessione e alla meditazione.

Dopo questa prima chicca, iniziamo col primo dei due percorsi, quello che fa compiere un giro ad anello nella parte superiore della forra.

Si riesce a comprendere in parte la meraviglia di questo luogo, che fu abitato dai primitivi già 40000 anni fa… è questa la parte di percorso esplorativo che più assomiglia al concetto classico di grotts, ossia agli antri utilizzati milioni di anni fa dai preistorici come casa. Da qui inizia la parte più suggestiva, quella del “corridoio” di entrata accanto al quale scorre il Torrente Cosa e che conduce ai tre antri.

Pian piano ci si addentra sempre più nel cuore della forra, inizia a fare freddo e il percorso diventa sempre più incantato…Risalendo il torrente troviamo le tre  caverne, tra loro collegate: Andris di Gercie, l’Andri scur e l’Andri blanc. Si può arrivare sino a qui grazie ad una serie di lavori effettuati tra il 1964 e il 1968.

In queste grotte vennero rinvenuti moltissimi reperti, soprattutto ossa e utensili in selce, grazie agli scavi effettuati dall’Università di Ferrara. Qui i primitivi vivevano e mangiavano, infatti sono stati ritrovati grandi quantitativi di ossa di marmotta, animale del quale utilizzavano non solo la carne, ma anche la pelliccia per riscaldarsi. Terminata questa visita meravigliosa, si può andare al Museo della Grotta, che dista pochi metri, e molto interessante perché fornisce molte informazioni utili anche per comprendere meglio cosa in effetti sono le grotte.

Uscendo dalle grotte preistoriche, si compie una passeggiata che rende la grandiosità della forra e fa comprendere il perchè della nomea “verdi” di queste grotte.  Scendiamo i gradini della lunga scalinata (da rifare per uscire in salita….), attraversiamo il ponte…

….e ci troviamo davanti al meraviglioso salto del Rio Molàt e qui il punto in cui il Rio Molàt salta da una roccia che lui stesso ha levigato nel corso dei secoli, creando questo bellissimo gioco d’acqua, ed proprio qui il Rio confluisce nel Torrente Cosa, il quale ha creato l’orrido corrodendo nei secoli la roccia col suo scorrere.

Quello che spero di avervi dato un’dea, sicuramente molto vaga, di quello che significa trovarsi in questa parte dell’orrido… è emozionante. Meraviglia per lo spettacolo incredibile che la natura offre, e stupore per ciò che non ci si aspettava di trovare… perché alla fine, in Italia abbiamo veramente un patrimonio non solo culturale, ma anche e soprattutto naturale inestimabile, che non conosciamo nemmeno in minima parte. Terminata la spettacolare visita, ci dirigiamo verso Venzone (UD), il paese della Lavanda.

Proclamata cittadina monumento nazionale dal Ministero della Pubblica Istruzione nel 1965, è un paese che, come tanti altri del Friuli, è rinato dalle proprie macerie dopo il terremoto del 1976. Dai riferimenti cartacei, l’origine risale almeno al 923, mentre la costruzione delle fortificazioni ebbero inizio nel 1258 con l’avvento come Signore della cittadina di Glizoio di Melz. Sotto vedete il Palazzo del Comune, l’unico edificio che scampò alla completa distruzione causata dal terremoto, e nel porticato è esposto il racconto fotografico della tragedia occorsa nel 1976.

Come tutte le cittadine di origine medievale, il corso storico è molto complesso, e passa dagli Austriaci, al papato, fino ad arrivare al 1866, quando, per voto plebiscitario, Venzone passò all’Italia.  Procedendo verso la fine del paese, sulla via principale, si arriva al Duomo di Venzone, dedicato a Sant’Andrea, che venne eretto nel 1308 e distrutto dal terremoto del 1976 e poi ricostruito mattone per mattone. Prendetevi qualche minuto per entrare, è molto molto bello.

Difronte all’entrata del Duomo si erge una piccola costruzione, che vedete nella foto accanto, all’interno della quale sono custodite le famose mummie di Venzone. Sono visionabili e appartengono indicativamente al periodo compreso tra il XIV e il XIX secolo. Queste mummie sono famose poiché non create da processo di mummificazione dovuto all’intervento dell’uomo, bensì a cause puramente naturali, quali temperatura e umidità del luogo in concomitanza alla presenza di solfato di calcio nel terreno in cui erano seppellite (all’interno del Duomo). Pensate che le mummie erano già così famose nei tempi passati, che persino Napoleone volle far loro visita nel 1807.

Il bellissimo viaggio di oggi termina a Gemona del Friuli (UD), un paese che subì oltre 400 morti a causa del terremoto, ma che ha saputo rinascere e ricostruire anche le meraviglie architettoniche che custodiva. Primo fra tutti il Duomo dedicato a Santa Maria Assunta e la Torre Campanaria.

Quest’ultima, che sorge accanto al Duomo, venne costruita tra il 1369 e il 1341, distrutta dal terremoto e ricostruita in loco, si staglia contro le Prealpi Carniche. È aperto su tutti e quattro i lati da trifore (cioè le aperture che vedete nella foto raggruppate a tre a tre). Il Duomo che sorge accanto, edificato su un’altra chiesa preesistente, venne terminato nel 1337. L’architetto, tale Maestro Giovanni, pare sia stato anche scultore, infatti a lui sono attribuiti il portale e le sculture che adornano la facciata principale.

Al Duomo, che custodisce il registro battesimale più antico al mondo, risalente al 1360, è legato un triste aneddoto. Erano le 16.00 del 6 maggio 1974 quando il cappellano stava saldando il conto dell’imbianchino perché da poco erano stati terminati i lavori di ristrutturazione. Poche ore dopo il terremoto. La canonica veniva lesionata seriamente e molte opere preziose rimanevano sotto le macerie. Da qui, dopo molti anni, nel 2006 (da un’idea nata nel 1974) venne aperto il Museo della Pieve, che oggi custodisce grandi tesori, tra i quali quelli salvati dalle macerie e il registro battesimale.

Nella via principale ha anche sede l’associazione micologica locale, tramite la quale si possono organizzare passeggiate a caccia di funghi nelle montagne vicine. E vi saluto accanto alla due ruote simbolo dei negozi di lavanda di Venzone… anche se non motorizzata.

Info strade

Le strade del Friuli sono in buonissimo stato generale. L’unico problema risulta un poco di sporcizia a lato strada, soprattutto nelle rotonde.

L’unico tratto di strada che non è perfetto, è quello che dovrete percorrere da Clauzetto alle Grotte di Pradis, ma sarà sufficiente un poco di attenzione.

Rifornimento carburante: cercate di organizzare bene i consumi, perché i distributori sono abbastanza rari, quindi evitate di arrivare alla riserva estrema.

Dove dormire

Osteria da Alvise – via 1° Maggio, 5 – Sutrio (UD) – tel. 0433.778.692: camere ristrutturate da poco, molto spaziose e pulite. Il letto non è comodissimo ma per alcune sere può andare. La colazione è abbondante e di ottima qualità, con torte fatte in casa. C’è possibilità di cenare previa prenotazione (vedi sezione sotto).

 

Dove mangiare

Osteria da Alvise – via 1° Maggio, 5 – Sutrio (UD) – tel. 0433.778.692: cucina tipica di ottima qualità. Consigliatissimo il gulasch e cjalsons cjargnei, gli agnolotti tipici del luogo. Molto buono anche lo strudel e deliziosa la mousse di limone. Infine, da provare gli gnocchi con ricotta affumicata.

Bar Restaurant Hotel del Negro – Via Roma, 55 – Sutrio (UD): per prendere una buona tisana calda accompagnata da deliziosi dolci fatti in casa (es. strudel di mele o crostata di cioccolato e ricotta), è anche ristorante.

Locanda al Municipio Via Glizoio di Mels, 4 – Venzone (UD) – tel. 0432.985801: per mangiare piatti della tradizione e non, tutto eseguito alla perfezione. Purtroppo i secondi sono decisamente cari, ma i primi hanno prezzi normali e sono molto buoni.

 

Informazioni utili 

Riserva Naturale del Cornino – Centro Visite della Riserva di Cornino – tel.  0427808526 – per i gruppi e le scolaresche la Riserva è aperta tutti i giorni SOLO SU PRENOTAZIONE.

Grotte verdi di Pradis e Museo della grotta

Ecomuseo regionale delle dolomiti friulane – tel. 0427.764425

Festa della zucca – a Venzone, sempre il 4° fine settimana di ottobre con ambientazione medievale e degustazione di prodotti a base di zucca.

Mercatino delle pulci – a Gemona del Friuli ogni 1° domenica di luglio.

Gemona, formaggio… e dintorni – festa del formaggio a Gemona del Friuli, a novembre. Mostra mercato enogastronomica con mostra regionale del bovino da latte e area con presidi Slow Food.

 

Prodotti tipici

  •  Aceto di mele
  • Caprino della Carnia (formaggio)
  • Formadi Frant (formaggio)
  • Formaggio Asìno (a pasta morbida)
  • Fagioli della Carnia
  • Formaggio salato duro
  • Formella del Friuli (formaggio)
  • Ricotta affumicata
  • Salame friulano
  • Slivoviz (liquore alle prugne)
  • Latteria del Friuli (formaggio)
  • Montasio (formaggio)
  • Petina (salume)
  • Succo di mela della Carnia 

 

Ricetta collegata

 Cjalson friulani

 

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