Tour mototuristico della Liguria orientale

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Liguria (SP) – Km 85 – Lerici – Porto Venere (+ Isola Palmaria – Isola Tino – Isola Tinetto) – Riomaggiore – Vernazza – Levanto

In viaggio nel Golfo dei Poeti, per mare e per terra in sella moto nei comuni delle Cinque Terre. 

Iniziamo il percorso da Lerici (SP), uno dei tre comuni ad affacciarsi sul Golfo dei Poeti ed uno dei borghi più belli d’Italia. Borgo marinaro di origine etrusca, sorto nel VII sec. a.C. venne utilizzata nel periodo medioevale come scalo commerciale è davvero caratteristico e sovrastato dal Castello, costruito nel 1152 vide molte modifiche a causa di svariate rivendicazioni, dovute alla posizione strategica. L’aspetto attuale si ha a partire dal 1555, quando Officio di San Giorgio diede ordine di ultimare i lavori.

Da Lerici ci dirigiamo verso il “portale” per entrare nel magico mondo delle Cinque Terre: Porto Venere (SP)… e man mano che ci avviciniamo è sempre più spettacolare e sorprendente ciò che vediamo. Mai mi sarei aspettata un luogo così bello e particolare. La sorpresa maggiore devo comunque essere sincera, è quando ci si arriva con la crociera… si rimane a bocca aperta. Maestoso e imperituro nel tempo, sovrasta tutto il Castello Doria, fortezza che domina il borgo sottostante e considerata, a giusta ragione, una delle più maestose costruzioni militari costruite dalla Repubblica di Genova.

Affacciandosi verso la gola creata dal mare quando si arriva nel grande piazzale della chiesa, si vedono le Grotte Di Byron.

Queste grotte portano il nome del famoso scrittore inglese George Gordon Byron che da questi luoghi ha tratto ispirazione per i suoi scritti. Si narra anche che Lord Byron compì l’attraversata del golfo fino a San Terenzo, un tratto di mare di otto chilometri, per andare a visitare una coppia di amici conosciuti anni prima.

Per avere prospettive differenti, e godere di paesaggi differenti, abbiamo scelto di visitare le Cinque Terre per terra (con la moto, ovviamente) e per mare, con la crociera (info nelle note a fine servizio) che consente anche di visitare le tre Isole di Porto Venere… Palmaria, Tino E Tinetto. Il giro delle isole è di appena mezz’oretta, ma solo così possiamo vedere ciò che altrimenti è inibito ai più, infatti, molte di queste zone sono in divieto per le imbarcazioni, la balneazione e spesso anche il transito.

Appena si prende il mare dal porto si incontra subito la Torre Scola, che vedete nella foto, chiamata anche Torre di San Giovanni Battista. Creata nel XVII sec. dalla Repubblica di Genova presso Punta Scola, che le dà appunto il nome, era una postazione di avvistamento difensiva a protezione delle coste, dei villaggi e dei borghi, che poteva ospitare fino a 8  persone e dieci cannoni ma anche.

Una volta superata la Torre Scola ci dirigiamo verso l’Isola Palmaria, la maggiore delle tre e l’unica abitata, nonché l’unica visitabile. Queste tre isole sono state inserite nel 1997 tra i Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Subito dopo aver virato a destra dietro lo sperone dell’isola Palmaria, si scorge l’Isola Tino, l’isola intermedia. Qui visse come eremita San Venerio, nato però sull’Isola Palmaria, e oggi protettore di coloro che si occupano del funzionamento dei fari nei porti.

L’eremo e il monastero sono stati edificati in suo onore sulla sua tomba.

Sulla sommità dell’isola si erge il faro.

Circumnavigata l’Isola Palmaria, ci dirigiamo verso l’Isola del Tino, zona militare interamente riservata, e visitabile un solo giorno all’anno, il 13 settembre, giorno in cui si festeggia San Venerio e domenica successiva (vedi le info a fine servizio). A distanza di poche decine di metri inizia il dolce declivio dell’Isola del Tinetto, la più piccola del trittico.

Nella pratica risulta essere poco più grande di uno scoglio e rispetto alla sorella maggiore, qui i privati possono attraccare le proprie barche, seppure naturalmente nell’assoluto rispetto delle regole del Parco Regionale di Porto Venere.

Completando il giro dall’altro lato si scorge la Madonna Stella Maris, che la Capitaneria ha voluto posizionare sulla cosiddetta Secca del Diavolo nel 2003: durante una forte tempesta nel 2008 la statua è stata divelta dal proprio piedistallo, e la Capitaneria l’ha recuperata a venti metri di profondità per poi riposizionarla nell’abituale luogo.

Come dicevo, Porto Venere è il portale che ci fa entrare nel meraviglioso Parco Naturale Delle Cinque Terre. Il parco è costituito da cinque borghi: Monterosso, Corniglia, Vernazza, Manarola e Riomaggiore.

Per via terra ne abbiamo visitati solo un paio, poiché il tempo a disposizione è limitato e le strade da percorrere, seppure con pochi chilometri, comportano un impiego di tempo non indifferente, soprattutto a causa del fatto che le strade sono spesso in cattive condizioni a causa delle frequenti frane e sono anche decisamente tortuose… ma questo per ogni motociclista è solo un pregio, ovviamente, soprattutto perché si gode di un panorama incredibile.

Il borgo marinaro in cui ci fermiamo è Riomaggiore (SP), abitato che, secondo un’antica leggenda, non confermata però da fonti storiche, pare abbia origine attorno al VII secolo, da un gruppo di Greci che stavano fuggendo dall’imperatore iconoclasta Leone III Isaurico. Dopo molte fatiche approdarono in questi luoghi, insediandosi nelle colline. Nell’anno 1000 l’abitato si spostò nella parte marina, dando origine all’abitato di Riomaggiore.

Riomaggiore è solcata da una lunga via principale ricca di negozietti di varia natura e ristoranti. Alla fine della via ci si trova davanti al muro del sottopasso della ferrovia, dove inizia la famosa Via Dell’amore che nasce a cavallo degli anni venti a seguito dell’ampliamento della linea ferroviaria. Gli operai crearono due sentieri per collegare i cantieri di Riomaggiore e Manarola, e quando i lavori terminarono, gli abitanti dei due paesi iniziarono a chiedere di poterli unire per utilizzarli. Ben presto questo percorso divenne meta di giovani innamorati, e un giorno, un anonimo, pensò di scrivere sulla calce, ai due apici, il nome via dell’amore. Lunga circa un chilometro, costeggia il fianco della montagna, direttamente a picco sul mare. E’ percorribile a pagamento durante il giorno, e gratuitamente dopo le 19.00.

Proseguendo oltre ci si trova con una vista mozzafiato su mare e cielo che hanno praticamente lo stesso colore… un vero incanto.

Lasciando Riomaggiore alle nostre spalle, ci dirigiamo verso Vernazza (SP), percorrendo una strada (quella che scende al borgo dalla strada principale sovrastante) che possiamo definire impegnativo: strada stretta, sporca per via dei copiosi alberi (si attraversa il bosco nella pratica), curve cieche… quindi occhio! Al termine troverete il parcheggio, e sarete obbligati a mettere la moto o la macchina. Da qui una decina di minuti a piedi prima di arrivare finalmente al borgo marittimo.

Vernazza è un gioiellino incastonato su un lembo di terreno che pare sospeso sull’acqua. Nel percorrere la via principale di Vernazza, scorgerete ala vostra sinistra questa spettacolare grotta, che funge da collegamento fra il paese e la spiaggia.

Questo piccolo comune pare nascere nel 1080 come base marittima degli Obertenghi, poi signori di Vernazza fra l’XI e il XII sec. I traffici commerciali andarono aumentando e lo sviluppo economico conseguente fece sì che la Repubblica di Genova includesse il borgo fra i propri possedimenti. Dopo un recente periodo di esclusione dovuto alla difficoltà nelle comunicazioni via terra, arrivò la provvidenziale costruzione della ferrovia, che aiutò a smuovere il flusso turistico.

Sul mare sorge la Chiesa Parrocchiale di Santa Margherita d’Antiochia, la patrona di Vernazza. L’edificazione iniziò nel 1318 e ora vede all’interno tre grandi navate perfettamente conservate. All’esterno potete notare il campanile, di forma ottagonale, coperta da una cupola che mi ha molto ricordato quelle della Costiera Amalfitana.

La Santa viene festeggiata ogni anno il 20 luglio, con banchetti nella via principale e conclusione con fuochi d’artificio. E prima dei saluti vi lascio con questa suggestiva panoramica di Vernazza.

Da Vernazza si va per una strada che solca la cima delle montagne, per poi scendere e farci arrivare a Levanto (SP), un comune affacciato sul mare, la cui frazione Montale, nell’immediato precollinare, pare essere l’originario insediamento risalente all’epoca romana.

Nel corso dei secoli vede una sempre crescente importanza, sia per la posizione commerciale favorevole, sia per le produzioni agricole e per quella del famoso marmo rosso di Levanto.

Giunti a questo punto, io e la Hornet di mio marito, fedele compagna di tanti viaggi, vi salutiamo, e vi diamo appuntamento alla seconda parte di questo meraviglioso viaggio, per scoprire altri luoghi insoliti e inaspettati.

Buona strada

Info strade

Nelle strade interne bisogna prestare una notevole attenzione, soprattutto per i bordi strada, che sono spesso disgregati e mancanti a causa delle frequenti frane.

Distributori: assenti nel Parco delle Cinque Terre, dovrete prestare attenzione. Fate benzina nei centri abitati come Levanto… noi siamo dovuti arrivare quasi a La Spezia.

Dove dormire

B&B L’Antica Pieve – via Piccola, 10 – frazione Montale di Levanto (SP) –  tel. 0187.801.417 – cell. (da tenere a portata di mano) 338.789.00.14: semplicemente una bomboniera. Pulizia assoluta, ordine, eleganza e gusto nell’arredamento. La signora Cristina, proprietaria, è una fonte inesauribile di gentilezza e di informazioni di qualsiasi sorta efficiente e preparatissima. La colazione è semplicemente divina: confetture fatte in casa, canestrelli della migliore pasticceria di Levanto, frutta fresca del giardino, pane cotto a legna e l’immancabile fantastica focaccia con salumi, oltre a ogni sorta di bevanda desiderata. La moto o la macchina possono essere posteggiate accanto alla chiesa senza problemi.

 

Dove mangiare

Trattoria Cavour – Piazza Cavour,1 – Levanto (SP) – tel. 0187.808.497: piatti della tradizione cucinati in modo egregio. Prezzi non troppo alti rispetto alla media di Levanto.

Ristorante La Gritta – Via Lungomare Vallesanta – Levanto: terrazza sul mare e cucina eccezionale. E’ stato il ristorante dell’anniversario, molto romantico, consigliatissimo, soprattutto la degustazione di alici e le Trofie con dadolata di orata. Prezzi nella norma per essere di pesce.

Ristorante Moresco – Via Jacopo da Levanto, 24: piatti della tradizione preparati sapientemente. Il rapporto qualità prezzo è buono, soprattutto rispetto ai costi “normali” dei ristoranti di Levanto. Consigliatissimo il menù degustazione. Porzioni abbondanti.

Gelateria Lamia – Piazza Marina, 4 – Portovenere (SP)

Gelateria Centrale – Via San Giacomo, 105 – Riomaggiore (SP)

Ape Car – punto di ristoro mobile nella piazza principale di Bonassola che vende pesce fritto pescato di giornata. Frequentatissimo dai residenti.

 

 Informazioni utili

Giro in barca delle Cinque Terrelo effettua il Consorzio Marittimo Turistico – tel. 0187.732987 – il mio consiglio è di dedicare un’intera giornata all’escursione via mare, in modo da godere di una gita insolita e spettacolare, effettuando l’unico sbarco a Porto Venere così da poter visitare anche le 3 isole, e fare un altro giorno il giro da terra con la moto (o la macchina). Attenzione: alla cassa non prendono carte e bancomat!!! Premunitevi di contanti sufficienti.

Sagra del GattafinLevanto nel mese di giugno (grosso agnolotto fritto con ripieno di bietole, cipolle, uova e formaggio grana)

Mangialunga – Levanto – passeggiata enogastronomica di circa 7 km tra i borghi e i sapori della valle. Si tiene nel mese di maggio.

Festa del basilico – Porto Venere – ogni anno il 9 aprile

Festa di San Venerio Porto Venere – 13 settembre di ogni anno sull’Isola del Tino, unico giorno durante l’anno in cui l’isola è aperta al pubblico e visitabile.

Processione della Madonna Bianca – Porto Venere – lungo le vie del borgo allestite a festa e suggestiva illuminazione a fiaccole romane del promontorio di Punta San Pietro, l’icona della Madonna Bianca (17 agosto 1399) viene portata in processione per le strade del borgo.

Festa dei pirati – Vernazza – non ha una data precisa, ma ogni anno viene ricreato lo sbarco dei pirati nel porticciolo di Vernazza, che poi risalgono la via principale – la festa inizia alle 22.00.

Prodotti tipici

  • Acciughe di Monterosso
  • Borragine
  • Biscotti del legaccio
  • Caciotta di Brugnato
  • Salsiccia di Pignone
  • Canestrelli
  • Miele del consorzio di Levanto
  • Mitili del Golfo di La Spezia
  • Gattafin (grosso agnolotto fritto con ripieno di bietole, cipolle, uova e formaggio grana)
  • Cima alla genovese

 

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