La Strada Chiantigiana in moto

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Toscana (FI/SI) KM 115 – Impruneta – Greve in Chianti – Castellina in Chianti – Colombaio – Castello Monteriggioni – Tavernuzze 

Un percorso affascinante tra vigneti e uliveti in una cornice poetica immersa nelle colline toscane. 

La SS 222 ha origine a Badia a Ripoli, un quartiere di Firenze posizionato sull’argine sinistro dell’Arno e nasce come collegamento principale tra la città e Siena, prima della costruzione dell’autostrada. Oggi è certamente una strada simbolo della Toscana, imperdibile soprattutto in moto, perchè fa godere di paesaggi veramente poetici.

Nonostante questa premessa la partenza è prevista a Impruneta (FI), perchè sinceramente in moto le città se posso le evito. Ci troviamo in uno dei paesi simbolo per la produzione di terracotta della Toscana e di origine etrusca, quindi molto antica. Nella foto sotto vedete il Santuario di Santa Maria, che troneggia sulla piazza principale.

Da qui ci dirigiamo verso Greve in Chianti e poi Castellina in Chianti iniziando ad assaporare la Strada Chiantigiana, che da subito ci regala meraviglie, e si possono notare le coltivazioni divise tra vigneti e uliveti, entrambi fortissime vocazioni della zona che regalano prodotti di grande qualità.

In queste zone si produce ovviamente, come decanta il nome, il pregiatissimo vino Chianti, una D.O.C.G. (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) creata con un 70% minimo fino a un 100% massimo di uvaggio Sangiovese.

Il paesaggio varia durante il percorso, perchè ci alziamo in altitudine e poi ci abbassiamo nuovamente, e nel frattempo abbiamo il tempo di fare una breve fermata dal punto panoramico prima di giungere a Castellina in Chianti.

Raggiunta Castellina in Chianti, dove ci fermiamo per pranzo, ci troviamo in quella che per molti è considerata la parte della Toscana più rustica, amatissima soprattutto dagli stranieri. E’ affascinante percorrere queste strade, di dolci curve costeggiate alle volte da antichi muretti in pietra, alle volte da campagne coltivate, uliveti, vigneti…

Terminata la Strada Chiantigiana risaliamo verso Monteriggioni: “Si arriva poi […] come in su la cerchia tonda / Monteriggion di torri si corona,/ così la proda che ‘l pozzo circonda / torregiavan di mezza la persona / li orribili giganti, cui minaccia / Giove del cielo ancora quando tona”.

Monteriggioni (SI), che Dante Alighieri descrive nell’Inferno, di torri di corona poiché il castello venne edificato dalla Repubblica di Siena a scopo difensivo perchè collocato sul Monte Ala, così da avere vista sulla via Francigena e sulle valli che versavano sul lato fiorentino… tra senesi e fiorentini non correva esattamente buon sangue all’epoca.

Ci troviamo nella cosiddetta Montagnola Senese, ossia una delle principali zone collinari della provincia di Siena. Costruito tra il 1214 e il 1219 per ordine del Podestà Guelfo da Porcari per scopi principalmente difensivi. E le aspettative furono ampiamente ripagate, anche grazie all’interramento delle mura, in occasione del tentativo di assedio da parte dei fiorentini nell’anno 1526, quando arrivarono forti di 2000 fanti e 500 cavalieri, bombardando le mura con l’artiglieria. Monteriggioni però resistette stoicamente e, il 25 luglio di quello stesso anno, nella battaglia di Camollia, i senesi sconfissero l’esercito pontificio, alleato dei fiorentini. A questi ultimi non rimase che interrompere  immediatamente l’assedio.

 

Dove mangiare

Mangiare a Moteriggioni

Informazioni utili

  • La disfida di Val d’Elsa – Monteriggioni – a giugno
  • Banchetto al Castello – Monteriggioni – a luglio
  • Festa medievale – Monteriggioni – a luglio
  • Camminamento sulle mura di Monteriggioni

 

Ricetta collegata

Ciaccia con l’uva

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